Sgrilli, Bernando Sansone

Bernando Sansone Sgrilli
N.
M.

Relazioni di parentela: Il figlio Luigi, nato a Firenze nel 1755, fu ingegnere e architetto come il padre e lo sostituì in vecchiaia nel suo impiego di ingegnere al servizio dello Stato granducale.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica:

Biografia:
Detto anche Bernardino, di origine fiorentina ma appartenente ad una famiglia trasferitasi nel 1580 da Imola in Toscana, da cui provengono molti funzionari governativi, in particolare appartenenti al ramo pisano.

Produzione scientifica:
Bernardo Sansone si distinse come figura poliedrica: dedito allo "studio di architettura e delle geometrie pratiche", fu prima perito e poi ingegnere e, dalla fine degli anni ’30 del XVIII secolo, anche incisore; addirittura risulta che abbia svolto anche il ruolo di fattore e affittuario di proprietà granducali (Archivio di Stato di Firenze, 1991, p. 99; Tongiorgi Tomasi et alii, 1990, passim).
Ebbe numerosi incarichi pubblici e fu inserito nell’organico statale fin dal 1724, allorché fu nominato “aiuto” ingegnere nella magistratura fiorentina dei Capitani di Parte Guelfa, dove rimase per mezzo secolo, finché fu sostituito dal figlio Luigi.
Allo stesso tempo operò anche come ingegnere delle Regie Possessioni granducali e, in questa veste, fece parte – con Angiolo Maria Mascagni, Giuseppe Maria Forasassi, Giuseppe Soresina, Giuliano Anastasi e altri – del gruppo di ingegneri e cartografi, al servizio dello Scrittoio coordinato da Giovanni Maria Veraci, impegnato nel rilevamento e nelle realizzazioni delle grandi piante delle fattorie e delle ville granducali, ordinati dalla Reggenza Lorenese a partire dal 1740 (ASF, Segreteria di Finanze ante 1788, f. 351; le rappresentazioni sono in ASF, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni).
Nel 1743 eseguì pure il cabreo della Fattoria granducale di Lappeggi, una raccolta che comprende il disegno della villa di proprietà granducale, una bella veduta del palazzo di fattoria con il giardino e con i 17 poderi e le rispettive case coloniche, tutti disegnati dallo Sgrilli con molta esattezza (in ASF, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni, tomo XI).
Nel 1753 tornò ad occuparsi di un’altra fattoria granducale, quella di Vecchiano (che passò ai Salviati nel 1784), realizzando una bella pianta acquerellata corredata di una dettagliatissima legenda descrittiva di tutti i singoli appezzamenti (in AS, Piante, n. 120).
Nel 1756, su incarico della Reggenza, collaborò con Leonardo Ximenes (e gli ingegneri Angiolo Maria Mascagni, Agostino Fortini, Ferdinando Morozzi, Filippo e Michele Ciocchi, Francesco Bombicci e Bernardo Sgrilli) nello studio del comprensorio del lago di Bientina e fra la zona umida e l’Arno per trovare un rimedio alle esondazioni che periodicamente si registravano nell’area, suscitando continue controversie con la confinante Repubblica di Lucca. Agli ingegneri spettò il compito di redigere la carta topografica della zona che servì da base per la progettazione del nuovo emissario verso l’Arno e idrovia del Canale Imperiale, scavato l’anno successivo. Sappiamo che “per l’affare di Bientina” gli ingegneri collaboratori ricevettero dalla Depositeria lire 10 al giorno oltre a vitto ed alloggio (ASF, Consulta poi Regia Consulta, f. 469, cc. 79-80).
Nel 1773 collaborò con Ferdinando Morozzi, eseguendo le misurazioni del Barco Reale di Artimino, di proprietà granducale, finalizzate alla realizzazione della mappa autografata dal Morozzi.
Bernardo Sansone fu autore anche di prodotti ragguardevoli per impegno artistico ed erudito, non legati almeno direttamente alla committenza pubblica; è il caso dello scritto Descrizione e studi dell'Insigne fabbrica di Santa Matria del Fiore Metropolitana fiorentina, pubblicato nel 1733 a Firenze presso Bernardo Paperini (vedi la ristampa anastatica: Firenze, Studio per edizioni scelte, 1997). Nel 1737 realizzò una Pianta della Villa Reale di Pratolino, più volte riutilizzata in seguito ed incisa in rame e inserita all’interno di un’opera artistica-erudita dal titolo Descrizione della Regia Villa, Fontane e Fabbriche di Pratolino, stampata a Firenze da Tartini e Franchi nel 1742 (Tongiorgi Tomasi et alii, 1990, pp. 74 e 293; AMFCE, Cass. 2).
Come incisore, collaborò alla realizzazione delle celebri raccolte di vedute fiorentine e toscane di Giuseppe Zocchi, pubblicate nel 1744 (Tongiorgi Tomasi et alii, 1990, pp. 23, 54-55 e 58).
Tra il 1744 e il 1746 incise ritratti di uomini illustri fiorentini per la raccolta Azioni gloriose […], di Ignazio Orsini.
Nel 1757, Bernardo incise nuovamente (dopo l’edizione princeps originale del 1750) le figure che illustravano l’opera di Antonio Cocchi dei Bagni di Pisa o di S. Giuliano, figure già disegnate dal celebre Zocchi. Le vedute dello Sgrilli esprimono “straordinari effetti prospettici” (Tongiorgi Tomasi et alii, 1990, pp. 58 e 74).
E’ autore anche dell’incisione Pianta della piazza e porto di Livorno […], non datata, eseguita su disegno dell'architetto fiorentino Filippo Ciocchi, per conto del Genio Militare toscano e stampata a Firenze nella Stamperia Granducale di Tartini & Franchi (BNCF, Nuove accessioni, cartella VII, n. 113; OXF, V, 18).

Produzione di cartografia manoscritta:
Pianta della nuova restaurazione e riapposizione dei termini giurisdizionali e indicativi tra le comunità di Castelvecchio, Stato Fiorentino, e di San Quirico, Stato Lucchese, nella Valdinievole, “in concordia” con l’ingegnere della Repubblica di Lucca Giulio Ambrogio Giannetti, 1 dicembre 1731 (ASF, Piante antiche dei Confini, n. 97, c. 22) (Vivoli, 2003, p. 171);
Pianta della Villa Reale di Pratolino, 1737;
Cabreo della Fattoria di Lappeggi, 1743 (ASF, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni, tomo XI);
Pianta della Fattoria di Vecchiano di S. M. Ces.ea, 1753 (AS, Piante, 120);
Piante di un edifico padronale posto nella campagna empolese facente parte dei beni della Commenda di Padronato Priorato di Napoli Orlandini dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, Firenze, 9 agosto 1756 (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 4539);
Pianta del podere di Montecchio presso Carmignano, 1763 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 283fI);
Pianta della piazza e porto di Livorno […], s.d., su disegno di Filippo Ciocchi, stampata a Firenze nella Stamperia Granducale di Tartini & Franchi (BNCF, Nuove accessioni, cartella VII, n. 113; OXF, V, 18).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Ginori Lisci, 1978, p. 263; Rombai, 1987, p. 373; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, p. 228; Tongiorgi Tomasi et alii, 1990, pp. 58 e 74; Barsanti, 1991, pp. 178-179; Mazzanti e Sbrilli, 1991, pp. 258-259; Barsanti, 1992, p 57; Rombai, 1993, p. 44; Melis, 1996, p. 263; Vivoli, 2003, p. 171; ASF, Capitani di Parte numeri neri; ASF, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni; ASF, Consulta poi Regia Consulta; ASF, Miscellanea di Piante; ASF, Segreteria di Finanze ante 1788; ASF, Piante antiche dei Confini; AMFCE, Cass. 2; AS, Piante; ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano; BNCF, Nuove accessioni; OXF.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Anna Guarducci