Riccetti, Giovanni Domenico

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Giovanni Domenico Riccetti
N.
M.

Relazioni di parentela: Padre di Francesco e, molto probabilmente, nonno dell’omonimo Giovanni Domenico Riccetti (che operò sempre a Pisa negli anni ’40 del XIX secolo), è stato appellato “il Vecchio”.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica:

Biografia:
Ingegnere e agrimensore pisano, fu "aiuto" presso l'Ufficio dei Fossi di Pisa nella seconda metà del XVIII secolo e fino ai primissimi anni del XIX, quando venne sostituito nell'incarico dal figlio Francesco

Produzione scientifica:
Operò anche per i Cavalieri dell'Ordine di S. Stefano, realizzando nel 1772 un cabreo con 14 piante acquerellate e relative descrizioni dettagliate degli appezzamenti e degli edifici dei beni del Baliato Bonanni; nel 1774-76, seguì il cabreo dei beni della ex Fattoria della Badia di S. Savino, rappresentata in occasione dell’allivellazione a diversi particolari, (rispettivamente in ASP, Piante dell'Ordine di S. Stefano, nn. 52 e 53). Quest’ultimo è un volume rilegato in pergamena contenente 19 mappe acquerellate, eseguite insieme a diversi altri cartografi operanti sempre nel Pisano: gli agrimensori Ranieri Maria Dini, Francesco Antonio Giari, Giuseppe Gini e Giovanni Franceschi. Nel complesso le figure non raggiungono un grande livello tecnico e neppure una grande cura nei dettagli, e le migliori sono quelle del Franceschi e del Riccetti, che figura qui come agrimensore ma che svolgeva il ruolo di coordinatore degli altri tre tecnici.
Si hanno notizie anche di un altro Giovanni Domenico Riccetti, distinto come “il Giovane” (Caciagli e Castiglia, 2001, p. 652), molto probabilmente nipote dell’omonimo cartografo; egli, nel 1844 (il 23 di aprile), in qualità di "aspirante ingegnere" della Camera di Soprintendenza Comunitativa di Pisa, eseguì una planimetria di terreni della Comunità di Bagni di S. Giuliano da concedere a livello, dal titolo: Nel Popolo di Ghezzano detto Via de’ Condotti (in ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa, f. 981) (Caciagli e Castiglia, 2001, pp. 651-652).

Produzione di cartografia manoscritta:
Cabreo dei beni allivellati del Baliato Bonanni dei Cavalieri dell'Ordine di S. Stefano, 1772 (ASP, Piante dell'Ordine di S. Stefano, n. 52);
Cabreo dei beni della ex Fattoria della Badia di S. Savino, 1774-76 (ASP, Piante dell'Ordine di S. Stefano, n. 53);
Piante di beni facenti parte delle Commende di Patronato Giuliani (in collaborazione con l'ingegnere Giovanni Andreini) e Priorato di Montepulciano Tonini Del Furia (27 mappe eseguite in collaborazione con il perito Ranieri Sbrana, agrimensore pisano operante a fine secolo XVIII, il quale lavorò anche per l'Ufficio dei Fossi con piante di diversi beni nel pisano), posti nella campagna pisana, dei Cavalieri dell'Ordine di S. Stefano nel Pisano, Pisa, 15 agosto 1791, e Pisa, 31 ottobre 1795 (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 592, ins. 42; n. 1023, ins. 1);
Pianta di terreni posti nel Livornese con indicazione dei proprietari, con l'ingegnere Stefano Piazzini, 1798 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 597);
Pianta della Fattoria di Vecchiano, con Giovanni Caluri (la pianta fu realizzata dopo il passaggio della fattoria dal Granducato ai Salviati), 1802 (AGTM).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, p. 408; Rombai, 1987, p. 374; Barsanti, Previti e Sbrilli, 1989, pp. 62-66 e 70-72; Barsanti, 1991, pp. 199 e 207; Mazzanti e Sbrilli, 1991, pp. 245-263; Rombai, 1993, p. 44; Caciagli e Castiglia, 2001, pp. 651-652; ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa; ASP, Piante dell'Ordine di S. Stefano; ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano; ASF, Miscellanea di Piante; AGTM.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Anna Guarducci

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