Cocconcelli, Giuseppe

Giuseppe Cocconcelli
N.
M.

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica:

Biografia:
Giuseppe Cocconcelli (1741- post 1819), perito, ingegnere, architetto e cartografo, è considerato il capostipite di una famiglia di ingegneri che molto incise nell’ambito professionale e nella vita cittadina, soprattutto per opera di uno dei due figli noti, Antonio.
La sua attività inizia negli anni Sessanta del XVIII secolo.
A partire dal 1763 lavorò per la Congregazione de’ Cavamenti, nella quale fu assunto in qualità di ingegnere e con la mansione di coadiutore del perito Antonio Ghezzi, del quale fu vice-perito dal 1768 al 1778.
Nel 1765 compariva, in qualità di ‘praticante’, nella Descrizione de Geometri, o Agrimensori comparsi a farsi notare in Città, se pure il censimento di quell’anno testimonia della già acquisita qualifica di ‘perito’.
In quegli stessi anni partecipava alla compilazione del primo catasto del Ducato di Parma e Piacenza, in principio sotto la guida di Gian Battista Osio. L’intenzione del governo, guidato allora dal Ministro Du Tillot, era quella di affiancare ad Osio i migliori tecnici locali, tra cui anche Gian Pietro Sardi e Giuseppe Abbati, per avviare un processo di aggiornamento delle conoscenze e competenze tecniche e cartografiche necessarie al ducato sia per avviare la compilazione del catasto che per affrontare al meglio il governo di un territorio che necessitava di continue opere idrauliche. Giuseppe Cocconcelli si trovò in questo modo a poter perfezionare la propria formazione, acquisita probabilmente in ambito famigliare, con l’esperienza maturata in ambito piemontese e lombardo di cui G. B. Osio era portatore.
L’influenza dei principi di geometria catastale si avverte anche nelle carte prodotte per uso corrente d’ufficio: la tendenza alla razionalizzazione si concretizza spesso nella rinuncia ai tratti curvilinei in favore di rette che, se trascurano la resa naturalistica, corrispondono ad esigenze di maggiore facilità di misurazione; le campiture più spesso evitano la colorazione ad acquarello in favore di un tratteggio fitto ed omogeneo che, se richiama le tecniche incisorie, anticipa le tecniche cartografiche utilizzate negli Stati Parmensi a partire dalla dominazione napoleonica (Zanlari, 1985, pp. 167-169).
Risale sempre al 1765 la Pianta dimostrativa di tutti li cavi sotterranei della città di Parma, posta a corredo del Compendio del Corso di tutti li Canali, Canadelle, Condotti, e Scoli sotterranei della Città di Parma compilato in collaborazione con il Soprastante delle strade Francesco Bucci ed i suoi sottoposti. La Pianta, un manoscritto acquarellato di mm. 823x1142, è orientata a nord-est e priva di indicazione di scala (c.a. 2,7 mila). Nella cornice di una schematica quanto corretta planimetria della città viene collocata la rete idraulica sotterranea. L’autore affida ad un uso coerente dei cromatismi la distinzione tra i vari elementi rappresentati: l’edificato (in rosa) dal non edificato (in verde); le chiese (in giallo) dagli altri edifici; i canali e le canadelle irrigatorie (in azzurro) dagli scoli (in marrone). Si tratta di un documento particolarmente prezioso per la conoscenza del territorio e delle attività che in esso si svolgevano. Infatti nella Pianta e nel Compendio vengono delineati e descritti ad uno ad uno i canali interrati che approvigionavano non solo le abitazioni ma anche le fabbriche ed i molini posti all’interno delle mura, e gli spazi ancora destinati ad orto. Seguendo le note della relazione si arriva quindi a ricostruire il sistema di approvvigionamento idrico della città, assicurato non solo dal torrente Parma, che la attraversa, ma anche dal torrente Taro, le cui acque venivano canalizzate e distribuite nel settore orientale, così come il sistema di scoli, con una precisione ed un dettaglio che rispondevano alle esigenze dell’ufficio tecnico cui erano rivolte.
Già presente nell’Ufficio della Riparazione, nel 1767 fu inserito tra i tecnici della neoistituita Congregazione degli Edili che lo sostituiva, dotata di più ampli poteri e direttamente sottoposta al diretto controllo del duca, e preposta tra l’altro alla progettazione urbanistica.
Coinvolto nella commissione istituita dalla Camera Ducale per la determinazione dell’esatta corrispondenza tra il miglio e le misure lineari locali, la cui varietà stava determinando in quegli anni non pochi intralci nelle operazioni legate al nuovo catasto, ebbe modo di collaborare anche con P. J. Belgrado, matematico dello Studio Parmense ed autore di una raccolta di scritti di idraulica.
Fu sempre presente nella Congregazione de’ Cavamenti, nella quale lavorò fino allo scioglimento avvenuto nel 1805, ma anche in questo periodo il suo operato rimase un punto di riferimento per i nuovi governanti.
Si devono alla sua progettazione, tra l’altro, opere quali il Ponte San Giovanni a Colorno (1793) e il cimitero della Villetta di Parma (1817).
L’attività cartografica accompagnò tutta la sua lunga vita professionale, che si svolse costantemente in seno agli uffici tecnici del Comune e del Ducato: una gran mole di mappe, rilievi, piante e corografie testimonia delle capacità cartografiche che pongono le sue delineazioni peritali al di sopra della diretta funzione tecnica per la quale furono prodotte. A lui si devono anche carte di maggiore respiro, orientate ad una fruizione diversa da quella meramente tecnica interna agli uffici.
L’opera di lui più nota, la Carta compendiata degli Stati di Parma, Piacenza e Guastalla, fu completata insieme al figlio Ferdinando sotto il governo francese: si tratta di una topografia del Ducato dove nozioni cartografiche avanzate trovano salda base nella tradizione locale e famigliare, giovandosi di una ricchezza di rilievi e disegni che i vari membri della famiglia avevano personalmente condotto nei decenni precedenti.
Nel 1814 compare con il titolo di Capitano e la qualifica di Architetto civile dei Consigli de’ Cavamenti nel medesimo atto sovrano che designava il figlio Antonio quale Direttore Consultore (già Ingegnere in capo) dei due Consigli dei Cavamenti di Parma e Piacenza.
In qualità di ingegnere si prestò anche alla rilievo ed alla misurazione degli edifici conventuali soppressi di Parma, dei quali fornì una serie di disegni volti alla progettazione di nuove opere. In questo ambito viene testimoniata la sua attività fino almeno al 1819.

Produzione scientifica:

Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
A. COMI, Jacopo Belgrado e la specola dello Studio parmense, «Archivio Storico delle Province Parmensi», vol. XLIX, 1997, pp. 367-377.

Enciclopedia di Parma, Parma-Milano, FMR, 1988, pp. 241-242 s.v..

R. LASAGNI, Dizionario Biografico dei Parmigiani, Parma, PPS ed., 1999, p. 99, s.v.

F. MIANI ULUHOGIAN, Le immagini di una città: Parma (secoli XV-XIX), Parma, Centro Studi e Ricerche dell'Università degli Studi di Parma, 1986, p. 104.

F. MIANI ULUHOGIAN (a cura di), Oltre i confini. Strategie di Genti e di Poteri, Parma, Grafiche STEP, 1996, p. 87 e ss., schede n. 2; [35];[38];[84]; [92]; 123; 190.

P. ZANLARI, Tra rilievo e progetto. Idrografia e rappresentazione del territorio parmense. Il caso del Canale Maggiore, Parma, Centro Studi e ricerche dell'Amministrazione degli Studi di Parma, 1985, pp. 167-169, 234, 288, 290, 292,294,296.

DOCUMENTI

ASCPr, Comune, I° 1, Compendio del Corso di tutti li Canali, Canadelle, Condotti, e Scoli sotterranei della Città di Parma, 1765, con allegata la Pianta dimostrativa di tutti li cavi sotterranei della città di Parma.

ASPr, Governatori di Parma e Piacenza, vol. 8.
ASPr, Descrizione di tutta la popolazione della città di Parma seguita l’anno 1765.
ASPr, Comune, Edilità dello Stato, Carte trovate presso il Signor Capitano Giuseppe Cocconcelli
ASPr, fondo Amministrazione delle Fabbriche, Acque e Strade, serie Diverse: b. 7: Documenti riguardanti la carriera di Antonio Cocconcelli, Atto Sovrano del 27 Luglio 1814.
ASPr, Edilità dello Stato, bb. 5,6,7,9.
ASPr, Ponti e strade, b. 15 fasc. I/XI, Strade di Parma e del Parmense, del Piacentino e del Guastallese. Eredità G. Cocconcelli (1758-1818).
ASPR, Ufficio dei confini, b. 371 bis diss. nn. 1300-1303; b. 375 diss. nn. 1317-1319, 1321, 13221328-1330; b. 380.
ASPr, Congregazione dei Cavamenti, fasc. XVI, b. 265-269

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Lucia Masotti