Prunotto, Giovanni Tommaso

Giovanni Tommaso Prunotto
N. Guarene
M. 1775

Relazioni di parentela: Suo figlio Filippo viene approvato misuratore nel 1756 e poi architetto (PALMUCCI, p. 133).

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: architetto, misuratore

Biografia:

Produzione scientifica:
Il prosieguo della carriera è legato al passaggio alla qualifica di architetto ed allo svolgimento di incarichi nell’ambito della direzione dei lavori alle residenze reali che fanno da corona alla capitale sabauda. Il 25 aprile 1742 viene nominato Misuratore ed Estimatore Generale delle Fabbriche e Fortificazioni Regie (ASTO, Controllo Generale Finanze, Notai e Misuratori, reg. 1, f. 134) e il 7 novembre dello stesso anno è approvato architetto civile dall’Università di Torino (Arch. Storico Univ. di Torino, Registro degli architetti, maestri de’ conti e misuratori, X.D.2, f. 57).
Con Regie Patenti 17 marzo 1747 è nominato Misuratore ed Estimatore generale dei Palazzi, Fabbriche e Fortificazioni in seguito al decesso dell’architetto Lampo: nelle patenti si motiva la nomina con i servigi resi sino a quel momento soprattutto in occasione dei lavori al palazzo reale di Stupinigi e viene indicato che il nuovo incarico comporta la permanenza ordinaria in Torino e la supervisione sui palazzi reali di Torino, Venaria, Moncalieri, Rivoli e Stupinigi e sulle fortificazioni di Torino e Chivasso. Rappresenta anche un notevole avanzamento dal punto di vista economico, col passaggio dello stipendio annuo da lire 300 a 1200 (ASTO, Patenti Controllo Finanze, reg. 20, f. 25 v.).
I mandati di pagamento della Camera dei Conti permettono di fare ulteriore luce sulle prime fasi della carriera, quando compare come autore di stime e istruzioni per l’esecuzione di lavori presso le Abbazie di Santa Maria di Lucedio, di S. Stefano di Vercelli e di Selve (ASTO, Sessioni Camerali, art. 614, reg. 1742, f. 51), presso beni appartenenti all’Abbazia di Lucedio (Ivi, reg. 1741, f. 130; reg. 1742, ff. 91v. e 122; reg. 1744, f. 5) ed all’Abbazia di San Genuario di Rivalta (Ivi, reg. 1742, ff. 75v. e 90). Due carte del 1743 lo indicano attivo presso l’Abbazia di S. Maria di Casanova, per la quale, secondo Eugenio Olivero, avrebbe realizzato anche il progetto per un nuovo convento.
La produzione cartografica testimonia la sua attività anche in altri contesti: sono state identificate diverse carte realizzate per la città di Torino, un tipo relativo ad un canale presso l’Abbazia di Staffarda, una pianta del Monastero di S. Andrea in Chieri.
Per quanto riguarda la sua attività come architetto sono stati attribuiti al Prunotto i progetti delle chiese parrocchiali di Beinasco (1743), di Centallo (1764-69), di Garzigliana (1763), di Nichelino (1771) (Olivero, pp. 144-146).

Produzione di cartografia manoscritta:
- Disegno dei terreni e fabbricati di proprietà dell’Abbazia di Casanova, 20 gennaio 1743 (ASVC, Disegni Intendenza, serie I, 21).
- Pianta del Monastero e della Commenda di Casanova, 28 febbraio 1743 (ASVC, Disegni Intendenza, serie I, 22).
- Tipo del sito accomprato dal Sig. Conte Avenato vicino alla Consolata col parere e lettera, 23 febbraio 1750 (ASTO, Carte Topografiche e Disegni, Camerale Piemonte, Tipi articolo 663, Torino, 6).
- Planimetria del corso della Dora dalla chiusa della Pellerina alla Regia Polveriera, 17 febbraio 1753 (Arch. Sto. Città di Torino, Carte sciolte, 2064).
- Pianta del Palazo vechio di S.A.S. il Sig. Prencipe di Carignano, sottoscritto Prunotti Giovanni Tommaso e Rocha Carlo Emanuele, 10 marzo 1754 (ASTO, Carte Topografiche e Disegni, Camerale Piemonte, Tipi articolo 663, Torino, 252).
- Planimetria della nuova bealera della Polveriera e dei molini detti Molassi, 1 giugno 1754 (Arch. Sto. Città di Torino, Carte sciolte, 2067).
- Disegno delle opere di derivazione dalla Dora della nuova bealera ad uso degli edifici municipali, 1 giugno 1754 (Arch. Sto. Città di Torino, Carte sciolte, 2067).
- Planimetria dimostrativa del danno che il Sangone arrecherebbe alle campagne abbandonando il ponte presso la strada di Moncalieri, 15 dicembre 1754 (Arch. Sto. Città di Torino, Carte sciolte, 2299).
- Planimetria della bealera di Valdocco dalla derivazione della Dora sino al punto d'incontro con la bealera della Fucina, 24 dicembre 1755 (Arch. Sto. Città di Torino, Carte sciolte, 2068).
- Tipo regolare del corso della Bealera progettata dal Fontanili di Lagnasco a benfizio della Commenda di Santa Maria di Staffarda, 17 gennaio 1759, (ASTO, Carte Topografiche e Disegni, Camerale Piemonte, Ufficio Generale delle Finanze, Tipi disegni e cabrei sezione II, Staffarda bealere, 247).
- Pianta di un fabbricato rustico, 29 febbraio 1764 (ASTO, Carte Topografiche e Disegni, Tipi sez. II, Cascine, 71).
- Disegno pel pavimento di marmo da ricostruersi nel Santa Santorum all'Altare nella Chiesa di S. Carlo proprio di S.M.[aest]à, 20 aprile 1764 (ASTO, Carte Topografiche e Disegni, Carte per A e B, Torino 29, 11).
- Per il Monistero di S.t Andrea di Chieri, copia sottoscritta Antonio Vittorio Gallo, 7 giugno 1766 estratta da un originale sottoscritto Gian Tommaso Prunotto, 5 maggio 1766 (ASTO, Carte Topografiche e Disegni, Controllo Generale Finanze, Tipi annessi alle patenti XVIII secolo, Chieri, 11).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
- E. OLIVERO, L’abazia cistercense di Santa Maria di Casanova presso Carmagnola. Contributo allo studio dell’architettura gotica in Piemonte. Notizie sopra i pittori Giovanni Antonio, Bartolomeo, Domenico e Nicolò Guidobono e sopra l’architetto Giovanni Tommaso Prunotto, Torino 1939.
- C. BRAYDA - L. COLI - D. SESIA, Specializzazioni e vita professionale nel Sei e Settecento in Piemonte, in “Atti e rassegna tecnica della Società Ingegneri e Architetti in Torino”, Nuova serie, 17 (1963), n. 3, p. 129.
- L. MALLE’, Stupinigi: un capolavoro del Settecento europeo tra barocchetto e classicismo, Torino 1968, pp. 483-84.
- L. PALMUCCI, «Tanto per servizio del Principe che per l’utile del pubblico». Misuratori, estimatori e cartografi-agrimensori, in D. BALANI, D. CARPANETTO, Professioni non togate nel Piemonte d’Antico Regime, Torino 2003, pp. 115-116, 133.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Elena Marangoni