Chiodo, Agostino

Agostino Chiodo
N. Savona 16 aprile 1791
M. Torino 15 febbraio 1861

Relazioni di parentela: Il nome Chiodo individua, alle origini, una delle più conosciute famiglie di maiolicari e ceramisti savonesi, attiva tra il XVII e il XVIII secolo. Attorno alla bottega dei Chiodo, a testimonianza della capacità tecnica e dell’importanza commerciale acquisite fino alla chiusura, avvenuta nel 1770, si muove un variegato gruppo di artisti, pittori e disegnatori (tra questi i Guidobono, il Levantino, il Besio, l’Ampugnani, il Torteroli ed il Ratti).
Il capostipite della dinastia è probabilmente Giovanni Francesco nato nel 1647 (per le notizie riguardanti l’origine della dinastia si rimanda a G. Santuccio, 1981, p. 14-16 e C. Varaldo, 1978, pp. 125-131).

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Ingegnere militare

Biografia:
Più conosciuto, soprattutto per i ruoli di governo ricoperti negli ultimi anni di vita, è il secondo figlio di Vincenzo, Agostino, (1791-1861 - P. Visani, 1981 [1], pp.16-17). Compie studi matematici e nel 1808 è aiutante del Genio Imperiale a La Spezia dove lavora alla stesura dei piani e dei livelli propedeutici alla costruzione dell’arsenale. Nel 1810 entra come allievo all’Ecole Polytechnique di Parigi uscendone, nel 1812, con il grado di sotto-tenente. Promosso luogotenente degli zappatori partecipa alla campagna napoleonica del 1813 e viene fatto prigioniero a Dresda. Nel 1815 entra come luogotenente del genio nell’esercito piemontese. Capitano nel 1819. Nel 1822 è nominato docente di geometria descrittiva e fortificazioni all’Accademia militare di Torino. Nel 1826, lasciato l’insegnamento,è promosso maggiore e nominato direttore delle fortificazioni di Genova ruolo che lo occuperà, all’incirca per i successivi dieci anni, nella costruzione dei forti di Begato, Castelletto e Ratti e della caserma di S. Benigno. Ulteriori promozioni saranno quelle a tenente colonnello (1832) e colonnello (1836). Nel 1837 si occupa del riammodernamento della cittadella di Alessandria. Nel 1839 è promosso maggiore generale e diventa comandante del corpo del Genio, distinguendosi, nove anni dopo, nell’assedio di Peschiera, impresa che gli farà guadagnare la nomina a luogotenente generale e, il 25 agosto 1848, quella temporanea a capo di Stato Maggiore. Una serie di eventi lo portarono poi a ricoprire prima, il ruolo di ministro della Guerra (9 febbraio 1849) e addirittura presidente del Consiglio (21 febbraio).
Tornò al ruolo di capo del genio militare, dirigendone fino alla morte il Consiglio, il 4 giugno 1849, avendo nel frattempo ottenuto anche la nomina a senatore e il titolo di barone.

Produzione scientifica:
Memorie (si veda in particolare A. Fara 1983, p. 130):
Ispezione delle località in cui devonsi eriggere delle opere di fortificazione nel Golfo della Spezia ed esame dei relativi progetti, Torino, 10 settembre 1858.

Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
G. De Moro, Città parallele: lineamenti urbanistici a confronto fra Oneglia e Porto Maurizio (secc. XVI-XIX), in AAVV, Carte e cartografi in Liguria, Sagep, Genova, 1986, pp.61-67
A. Fara, La Spezia, Laterza, Bari, 1983
A. Fara, Napoleone architetto nelle città della guerra in Italia, Olschki, Firenze, 2006
T. Calderai, Della vita e delle opere del commendatore Domenico Chiodo maggiore generale del Genio, Carlo Voghera, Firenze, 1871
T. Calderai, Domenico Chiodo e La Spezia nella vita e nelle opere, ristampa anastatica, Luna editore, La Spezia, 1995
P. Cevini, La Spezia, Sagep, Genova 1984
L. C. Forti, Le «gite» nel golfo della Spezia di Giacomo Brusco (1793-1794). Dall’analisi topografica alla difesa marittima del golfo, in AAVV, Carte e cartografi in Liguria, Sagep, Genova, 1986, pp. 232-238
L. C. Forti, Fortificazioni e ingegneri militari in Liguria (1684-1814), Genova, 1992
M. R. Mari, Gli interventi del Genio militare nel golfo della Spezia per la realizzazione dell’Arsenale, in AAVV, Carte e cartografi in Liguria, Sagep, Genova, 1986, pp. 273-283
M. Quaini [1], Dalla cartografia del potere al potere della cartografia, in AAVV, Carte e cartografi in Liguria, Sagep, Genova 1986, pp. 7-60
M. Quaini [2], Il Golfo della Spezia: dal fascino delle rovine al teatro del progetto, in AAVV, Carte e cartografi in Liguria, Sagep, Genova 1986, pp. 171-218
M. Ricchebono, Architettura ed urbanistica del complesso del santuario, in AA.VV., La Madonna di Savona, 1985, pp. 147-176
G. Santuccio, Chiodo in AAVV., Dizionario biografico degli italiani, 25, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma, 1981, pp. 14-18
M. Tassinari, Cartografi locali nel savonese tra Cinquecento e Settecento, in AAVV, Carte e cartografi in Liguria, Sagep, Genova 1986, pp. 201-208
C. Varaldo, Ceramisti savonesi del XVII secolo: i Folco, i Chiodo e i Peirano. Note storiche, in Atti dell’XI convegno internazionale della ceramica, Albissola, 1978, pp. 125-131
P. Visani [1], Chiodo, Agostino, in AAVV., Dizionario biografico degli italiani, 25, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma, 1981, pp. 16-17
P. Visani [2], Chiodo, Domenico, in AAVV., Dizionario biografico degli italiani, 25, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma, 1981, pp. 17-18.

Altro:

Rimandi ad altre schede: Giacomo Brusco, Francesco Pezzi, Giacinto Stefanini

Autore della scheda: Carlo Alberto Gemignani