Vinzoni, Matteo

Matteo Vinzoni
N. Levanto 6 dicembre 1690
M. Levanto 12 agosto 1773

Relazioni di parentela: Figlio di Francesco Antonio Panfilio senior, capitano delle milizie locali («stipen­diato di Levanto»).
Il fratello Giovani Tommaso, protonotaro apostolico, lo sostituisce in alcuni rilievi in Val di Vara. Dei due figli, l'uno, Giovanni Francesco notaio, è collaboratore saltuario del padre, l'altro, Panfilio junior, che raggiunge il grado colonnello, ne prende il posto.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Ingegnere cartografo e ufficiale della Repubblica di Genova.

Biografia:
Nato a Levanto il 6 dicembre 1690. Morto il 12 agosto 1773 nella stessa città di Levanto, trova sepoltura nella parrocchia di S. Andrea, dove ancora esiste l'epi­grafe voluta e fatta incidere dal cartografo.

Produzione scientifica:
In qualità di ingegnere militare e cartografo al servizio della Giunta dei Confini della Repubblica di Genova opera in tutto il territorio della Repubblica ottenendo via via i gradi militari di capitano, maggiore, colonnello e infine, nel 17 63, quando è collocato in pensione, quello di brigadiere.
La sua attività è documentata nel fondo Pratiche depositate dal Colonnello Vinzoni alla Giunta dei Confini, conservato in ASG (filze Vinzoni), di cui si riporta l'elen­co nell'appendice (vedi allegato a). Si tratta di 15 faldoni contenenti brogliacci di carte, disegni, note di viaggio e di spesa, appunti e minute di relazioni, lettere e documenti vari. Alcuni di questi sono riportati negli allegati successivi della mede­sima appendice. Si tratta comunque di uno dei rari archivi personali di un carto­grafo di antico regime che ci sia pervenuto nella sua interezza.
La sua multiforme attività di ingegnere-cartografo può essere così suddivisa:

Tra il 1715 ed il 1730 opera prevalentemente nel Levante ligure per la gestione delle controversie con Parma e Granducato di Toscana, esegue rilievi in Corsiéa ed intraprende i rilievi per la Pianta delle due Riviere divise ne' Commissariati di Sanità. Dopo il 1727 opera anche nel Ponente ligure.
Tra il 1729 ed il 1740 è impegnato prevalentemente nella definizione dei confini del Ponente ligure con il regno di Sardegna, che erano stati modificati dagli accordi conseguenti alle guerre di successione.
Tra il 1740 ed 1750 esegue rilievi nell'intera Repubblica. È particolarmente im­pegnato nei problemi derivanti dalla guerra di successione austriaca e nelle rico­gnizioni necessarie per la conduzione della guerra. Nel 17 46 viene fatto prigio­niero dalle truppe austriache e rinchiuso nel Castello di Milano. Partecipa nel 17 48 al convegno di Nizza, convocato per l'attuazione del trattato di Aquisgrana. Nel 1749/50 esegue una serie di rilievi relativi al territorio di Albenga e dei feu­di compresi tra il regno di Sardegna e Genova, occupandosi anche dei problemi idrografici della Piana.
Dopo il 1750 e fino al 1773, svolge la maggior parte della sua attività nel Levan­te ligure, realizzando anche progetti di opere civili (strade, ponti, studio di vie alternative per la comunicazione tra Genova e Milano). Nel 1755 consegna la Pianta delle due Riviere ...
Nel 1763 realizza la carta generale del Dominio della Repubblica e viene pro­mosso brigadiere. Quest'opera è andata perduta. Nel 17 64 viene nominato capo del Corpo degli Ingegneri (ASG, Foglietta, 1209).
Muore il 12 agosto 1773. Dieci giorni prima firma il suo capolavoro: Il Dominio della Serenissima Republica de Genova in Terra/erma, che, essendo ancora in­completo, non viene consegnato e rimane nelle mani di Panfilio che probabil­mente lo consegnerà per il suo definitivo completamento al Brusco. Di questo Atlante l' Alizeri, oltre a consentirci di ricostruire il viaggio che lo ha portato fi­no a noi, ha offerto una traccia interpretativa che finora non è stata colta: «per queste (e molte altre ch'io non accenno) perlustrazioni in Liguria, gli fu così no­to, e quasi misurato a palmo a palmo il paese, che a gioco di memoria potè de­scriverlo minutamente in due volumi, i quali anche oggi si conservano mano­scritti da un nostro valente giureconsulto» (si trattava dell'avvocato Enrico Bixio, nipote di Giacomo Brusco).

Produzione di cartografia manoscritta:
L'elenco seguente contiene solo i principali documenti cartografici che assomma­no ad alcune centinaia.

- Levanto 5, ASG, busta 10, 635. Carta relativa ai confini tra Genova, il Grandu­cato di Toscana e Parma (1712).
- Levanto 3, ASG, busta 10,633. Pianta precisa del borgo assegnabile al 1722.
- Rapallo 1-2, ASG, busta 15, 867. Realizzata prima del 1730 e firmata Capitano M. Vinzoni. Pianta dei confini della Podesteria di Neirone e del Capitaneato di Rapallo con le Castellanie di Torriglia e Santo Stefano.
- Piano dell'Aquedotto di Genova distinto nelle rispettive custodie (1729) Comune di Genova, Biblioteca della storia dell'arte, Atlante n ° 27.

- Una serie di carte relative al Ponente ligure:

Pieve di Teca 1, ASG, busta 13bis, 797 (anno 1730).
Bordighera 2, ASG, busta 2, 113 (ca. 1730).
Viozena 1, ASG, busta 20, 1189, in diverse copie (1731).
Costa Raineri, ASG, busta 5, 221 (17 3 5).
Bormida, ASG, busta A, 154 (1737).
Briga 2, ASG, busta, 119 (1737).
Caprauna 5, ASG busta 4, 153 (1737).
La maggior parte di questi documenti è stata redatta in contraddittorio con inge­gneri piemontesi e con la mediazione di ingegneri francesi con funzioni di arbitri. Una serie di carte relative alla vertenza tra Sassello e Mioglia:
Mioglia, ASG busta 11, 657/58/59/60/61/62/63/64/66 degli anni 1741-42.
Sassello, ASG busta 17,971 e 972 degli anni 1741/42.
- Genova 4, Riviera di Levante, ASG busta 7,306 (1748).
- Genova 5, Riviera di Ponente, ASG busta 7,307 (1748).
Questi due documenti di grande formato (circa 2,5xl,8 metri quadrati), sono dedicati al maresciallo di Francia duca di Richelieu che comandava le truppe francesi, alleate di Genova, durante la guerra di successione austriaca.
- Una serie di carte relative a parte della Riviera di Ponente (Finale, Podesteria della Pietra, Contado di Albenga, Marchesato di Zuccarello, ed altri Stati di Ge­nova) fino ai confini con il Piemonte avendo incluso i feudi intermedi:
- Genova 14, ASG busta 7, 316 (1750). Pianta di circa 1,7x0,97 metri quadrati, contenente il contado di Albenga, il tratto di costa ç:ompreso tra Albenga e Finale, l'entroterra fino a Ormea e Garessio.
Finale, ASG busta A, 2 (1750).
Albenga, ASG busta D, 77 firmata anche dal figlio Panfilio jr. (1751).
Pietra Ligure 1, ASG busta 13, 795 firmata anche da Panfilio jr. (1751).
- Genova, ASG busta 164 (1750).
- Genova, 17, ASG busta 7,319 (1756).

Di piccolo formato sono due carte di tipo dimostrativo realizzate per fornire al Senato della Repubblica indicazioni circa vie di comunicazione tra Genova e Milano alternative a quelle più usate che attraversavano territori ostili.
Centocroci 10, ASG busta 5, 193, firmata anche da Panfilio jr. (1762). Carta avente dimensione di circa 0,96xl,75 metri quadrati. Si tratta del progetto per la realizzazione di una strada carreggiabile da Sestri Levante al passo di Cento Croci.

Pianta delle due Riviere della Serenissima Repubblica di Genova divise nei Commissariati di Sanità, Genova, Biblioteca Civica Berio, Sezione di Conservazione e Raccolta Locale, m.r.Cf.2.8.
Atlante costituito da 36 tavole realizzato tra il 1720 ed il 1758, contenente tutti i commissariati di Sanità con la descrizione delle regole di guardia per la prote­zione della costa da eventuali contagi.
- Il Dominio della Serenissima Republica de Genova in Terra/erma Genova, Bi­blioteca Civica Berio, Sezione di Conservazione e Raccolta Locale, m.r.Cf.
Si tratta di due volumi contenenti:
- Una tavola di assieme (lo Stato della Repubblica di Genova, datato 1771).
- Una descrizione della città di Genova, con una veduta prospettica.
- Circa 120 piante dei singoli centri e delle relative Podesterie. Ogni pianta è dotata di un descrizione sintetica del territorio, completa di notizie storiche e leggende.
Circa 30 vedute prospettiche, molte delle quali finemente acquarellate.

Altre opere di interesse cartografico o geografico:

- Indice delle Città Borghi Luoghi e Ville che compongono il Dominio della Serenis­sima Repubblica di Genova in Terra Ferma (manoscritto di cui si conoscono di­verse copie, redatto dal Vinzoni a commento della grande carta del 17 64 andata perduta).

Non è difficile trovare carte del Vinzoni in altri archivi, anche esteri. Alcuni tipi ma­noscritti si trovano sia all'Archivio di Stato di Torino, sia nella Collezione Cartes et plans delle Archives Nationales de France, in particolare una grande carta relativa al­la controversia di confine fra Chiusola e Zeri (1773-74), studiata da L. Rossi (2001).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia studi:
- T.O. DE NEGRI, Il feudo di Suvero, Strada Reggia e Gambatacca nel Settecento, in «Bollettino Ligustico», XI, 1958;
- Pagine per un Atlante: M. Vinzoni alla scuola del padre, in «Bollettino Ligustico», XI, 1959;
- M. Vinzoni e la cartografia Liguria nel settecento, in «Annali di ricerche e studi di geografia», XVI, 1960;
- M.Vinzoni e l'Atlante storico del Genovesato, in «La Casana», 4, 1971;
- M. Vin­zoni architetto e le fabbriche di Brignole e Grappoli, in «Bollettino Ligustico», XXV, 1973;
- I commissariati della Val Trebbia e la mùsione di M. Vinzoni, in «Bollettino Ligustico», XXVI, 1974.
- R. GHELFI, Matteo Vinzoni e Sarzana, in «Studi Sarzanesi», 1, 2002, pp. 27-28.
- U. LEVRERO, M. Vinzoni Ingegnere e cartografo della Repubblica di Genova, in «A Compagna», IV, 1931; M. Vinzoni contributo alla storia della cartografia Geno­vese nel sec. XVIII, in «Genova», 1932, 2.
- M. QUAINI, La conoscenza del territorio Ligure tra evo ed età moderna Genova, Sagep, 1981; Introduzione a Pianta delle Due Riviere Serenissima Repubblica di Genova, Genova, Sagep, 1983; Formazione e ruolo degli Ingegne­ri-geografi nella vita della Repubblica (1656-1717), in < - M. QUAINI - G. FERRERO, Il contributo degli ingegneri geografi conoscenza del territorio ligure nel corso del Settecento. Il caso della Val Trebbia da Matteo Vin­zoni a Jean Baptìste Chabrier, in C. Bitossi - C. Paolocci (a cura di), Genova, 1746: una città di antico regime tra guerra e rivolta, Genova, Archivio di Stato di Genova/Biblioteca Franzoniana, 1998.
- M.S. ROLLANDI, Tradizione ed innovazione in un feudo della Lunigiana M. Vinzoni a Grappoli, in Atti II Convegno Nazionale della Società Italiana degli Storici dell'economia (1993), Bologna, Monduzzi editore, 1996, pp. 65-78.
- L. ROSSI, Per un contributo alla cartografia «minore» e alla toponomastica della Lunigiana. Un grande «Tipo Geometrico» inedito di Matteo Vinzoni conservato nelle Archives Nationales di Parigi, in La cartografia degli autori minori italiani, a cura dì C. CERRETI - A. T ABERINI, in «Memorie della Società Geografica Ita­liana», LXV, Roma, 2001, pp. 439-469.
- R. SOPRANI - C.G. RATTI, Le vite de' Pittori, Scultori ed Architetti genovesi ... , 2 voli., Genova, Casamara, 1768-1769.

Altro:
Repertori carto-bibliografici

C. BARLETTARO - O. GARBARINO, La Raccolta cartografica dell'Archivio di Stato di Genova, Genova, Tilgher, 1986.
E. MARENGO, Carte topografiche e corografiche manoscritte della Liguria ... , Genova, SIAG, 1931.
A.M. SALONE -F. AMALBERTI, Corsica. Immagine e cartografia, Genova, Sagep, 1992.
M. STORTI, Il territorio attraverso la cartografia, La Spezia, Luna Editore, 2000.


APPENDICE

Le «Filze Vinzani»
Nell'Archivio di Stato di Genova è conservato un fondo il cui titolo ufficiale è: «Magistrato di Comunità. Pratiche depositate dal Colonnello Vinzoni alla Giunta dei Confini». Comu­nemente chiamato «Filze Vinzoni», è costituito da 15 faldoni suddivisi in circa 90 buste, ognuna delle quali raccoglie molte diecine di manoscritti. I faldoni di questo fondo sono in­dividuati dai numeri 99 7 114.
Ogni busta contiene il frontalino della filza come originariamente individuato dall'autore. Il frontalino riporta un riassunto del contenuto della filza ed è completo delle date di riferimento.
I documenti contenuti in busta possono avere origine e tipologia differente:
• Lettere, istruzioni e richieste varie del Senato della Repubblica o di singole magistrature e minute delle risposte.
• Appunti e note di viaggio.
• Ricerche d'archivio e notizie storiche.
• Brogliacci dei rilievi topografici.
• Minute di documenti cartografici e schizzi prospettici.
• Bozze di note di spesa relative alle missioni.
• Richieste di pagamento.
• Poesie in celebrazione di Genova.
• Corrispondenza personale (lettere a familiari e amici).
L'origine del fondo è nota ed è stata ricostruita da Quaini, 1987. Il colonnello Vinzoni, nel­lo svolgimento dell'attività per conto di varie magistrature della Repubblica, aveva raccolto una quantità notevole di informazioni e documenti, avendo l'abitudine di registrare e con­servare tutti gli appunti e brogliacci relativi alle carte che stava realizzando. Per fare solo qualche esempio: della Pianta delle due Riviere [ ... ] divisa ne' commissariati di Sanità (il co­siddetto Atlante della Sanità) nel fondo si conserva il diario steso nel corso della missione che ci fa capire molto bene i metodi di rilevazione. Un analogo diario ci è rimasto anche per la sua prima missione in Corsica (vedi Quaini, in Amalberti -Salone, Corsica ... 1992). Il primo a rendersi conto dell'importanza di questo fondo è stato Undelio Levriero, che col suo saggio del 1932 aprì la strada a Teofilo Ossian De Negri, che su questi documenti ha ri­costruito parte dell'attività del cartografo.
Come ha fatto a pervenire nell'Archivio di Stato l'archivio personale, familiare di un carto­grafo? La Giunta dei Confini, organo della Repubblica dalla quale il cartografo dipendeva, giudicando a ragione che questo archivio fosse essenziale per gli interessi e la sicurezza del­lo Stato, nel 1755 ordina che venga consegnato al Senato. A malincuore Vinzoni si separa di una parte consistente del suo archivio. Alla sua morte, avvenuta il 12 agosto 1773, i figli Panfilio jr. e Gio. Francesco consegnarono alla Repubblica quanto non era stato consegna­to o era stato realizzato dal padre dopo il 1755. Nel 1790, alla morte del fratello, Gio. Fran­cesco consegna l'ulteriore parte dell'archivio sviluppata da Panfilio jr, che aveva continuato l'attività paterna.
La decisione della Giunta dei Confini aveva causato notevole disappunto in Matteo Vinzo­ni, che la interpretò come mancanza di fiducia nei suoi riguardi, ma salvaguardò un patri­monio di migliaia di documenti di inestimabile valore, contenenti informazioni relative alla vita nei secoli XVII e XVIII.
Ce ne possiamo rendere conto scorrendo l'elenco completo delle filze qui di seguito riportato.

Epigrafe

D.O.M.

Germanica Natione Pressus
Sub Marchiane Botta
Populus Genuensis
/E,xtro Patria? Libertatis Ebrius
Nullo Duce
Ducente Dea
Virginisque Maria: nomine invocato Die Decima Decembris
Deiparm Laurentanm Sacrata
Hostes ad Portas Occidentales
Multiplici Propugnaculo Stipatas
'Igne, Ferro, Cede, Captivitate
Terruit, Vicit, Dispersi!, Fugavi!

Anno Domini 1746

Gli altri sette fogli contengono composizioni analoghe. Una di esse celebra il maresciallo Richelieu, capo degli alleati francesi. L'ultima, costituita da due sonetti, è un'invettiva contro il marchese Antoniotto Botta Adorno che comandava le truppe di occupazione austro-piemontesi.

Rimandi ad altre schede: Accinelli; Bassignani; Giacomo Brusco; De La Naverre; Panfilo Vinzoni

Autore della scheda: Agostino Vinzoni