Corsi, Lorenzo

Lorenzo Corsi
N.
M.

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Ingegnere

Biografia:
Ingegnere, allievo ed aiutante di Alessandro Manetti alla Soprintendenza della Valdichiana (dove prese il posto di Jacopo Gugliantini), fin dai primi anni della Restaurazione svolse la sua attività di ingegnere e cartografo soprattutto in campo idraulico; dalla documentazione disponibile si evince che operò fino al 1848 circa, periodo in cui partecipò attivamente alle vicende risorgimentali.

Produzione scientifica:
Nel “Progetto di Nuovo Ruolo per l’Amministrazione Economico-Idraulica dell’I. e R. Corona in Val di Chiana” del 1819, l’aiuto soprintendente Federigo Capei propose al soprintendente Fossombroni di nominare, nel ruolo di aiuto ingegnere, il giovane Lorenzo Corsi di Firenze (figlio del defunto segretario Corsi), che già da alcuni anni collaborava con Manetti in Valdichiana e veniva, in qualche modo, già ricompensato dall’Amministrazione. La nomina del Corsi venne decisa anche per sostituire – come avverrà, sia pur gradualmente – la figura del Gugliantini, che non godeva di buona considerazione da parte del Capei, oltre che per sopperire anche alle numerose assenze del Manetti, impegnato in altri importanti incarichi. Dallo stesso documento si evince che l'aiuto Corsi percepiva un compenso di 180 scudi ed era tenuto, come gli altri tecnici, a servire indistintamente anche il Dipartimento delle Acque. Gli ingegneri percepivano inoltre una diaria di lire sette per la cavalcatura quando si recavano "in gita di servizio nella Provincia", oltre al rimborso delle spese vive occorrenti per le operazioni in campagna. Venivano poi loro pagate "le copie delle Piante, Progetti e Relazioni a ragione di lire cinque al giorno per il numero delle giornate che possono occorrere per far ciascuna copia, restando compreso in detta somma la spesa della carta, colori e tutt’altro” (ASF, Segreteria di Gabinetto, f. 164, ins. 3).
Nell’elenco degli Impiegati della Regia Amministrazione Economico-Idraulica di Val di Chiana del 1838, compare ancora Lorenzo Corsi con un trattamento annuo di lire 2520, “con più la diaria di £ 7 al giorno per le gite in campagna con l’obbligo di mantenere la cavalcatura, di servire anche il Dipartimento dell’Acque, e l’emolumento di £ 5 al giorno per le copie delle piante, progetti e relazioni” (ASF, Scrittorio delle Regie Possessioni, f. 3595).
Molti sono i progetti che portano la sua firma relativi a lavori di bonifica e rettifica dei corsi d’acqua chianini; in special modo il Corsi effettuò accurate misurazioni e scandagli, producendo le relative rappresentazioni di profili e livellazioni (i materiali sono in ASF, Piante topografiche dello Scrittoio delle Regie Possessioni, c. 231; e ASF, Miscellanea di Piante, n. 68).
Sempre in Valdichiana, fra i vari lavori, nel 1826 progettò anche “un monumento da erigersi sul Ponte del Fiume Foenna, al passo della strada di Bettolle per Sinalunga in memoria dei lavori idraulici eseguiti per l'ottenuto bonificamento” di una parte dell’area paludosa (ASF, Piante topografiche dello Scrittoio delle Regie Possessioni, c. 163); sotto al disegno, è riportata anche una descrizione dettagliata su come doveva essere realizzato, la spesa occorrente, le misure, ecc.
Dal 1824 al 1825 operò come ingegnere di seconda classe nel Regio Ufficio dei Fossi e Coltivazioni di Grosseto. In questo periodo (gennaio-maggio 1824) progettò le nuove terme di Roselle, nelle immediate vicinanze di Grosseto, realizzando le piante e gli alzati della nuova Fabbrica e il Progetto per la realizzazione di una locanda per i bagnanti nella vicina Cappella sconsacrata di S. Lorenzo (in ASGr, Comune di Grosseto postunitario, cat. X, b. 1, f. 16, c. 22r e cat. X, b. 1, f. 4, c. 118r); nello stesso anno progettò anche la nuova sede del Commissariato di Grosseto (in ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 619, c. 83r, sc. 275) e fu incaricato di eseguire una serie di disegni per la realizzazione della nuova strada rotabile Massetana per Volterra (in ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa, ff. 201 e 229).
Ma già nel 1822 fu a Grosseto se il 5 aprile 1822 disegnò la Pianta geometrica del Padule di Castiglione “per servire all’atto notarile stipulato con i diversi possessori frontisti nel presente anno 1822 in quanto alla materiale e locale opposizione dei termini di confine” (il lucido disegnato da Alessandro Manetti è in AAADF, Fondo Manetti, cat. C.10, tav. 6/c) (Zangheri, a cura di, 1984, p. 64).
E’ da rilevare che la conoscenza della Maremma gli valse a stendere la Memoria che risponde al quesito “Con quali industrie potrebbero i possidenti delle Maremme nell’attuale stato economico agrario del loro paese avvantaggiarne la cultura ed aumentare i profitti della medesima”, edita in “Continuazione Atti dell’Accademia dei Georgofili”, vol. V (1825), pp. 378-395.
Venne poi – sembra nel 1829 – trasferito da Grosseto in Valdichiana presso l'Amministrazione Economico-Idraulica dei Beni della Corona; al suo posto fu nominato l'ingegnere Lorenzo Balocchi, anche lui allievo di Alessandro Manetti.
Dal 1833 al 1847 operò come ingegnere di prima classe nella Direzione del Corpo degli Ingegneri di Acque e Strade di Arezzo; in questi anni eseguì importanti lavori alla dogana locale.
Il Corsi fu tra i primi in Toscana ad interessarsi della questione ferroviaria, sollevando pubblicamente il problema di una linea da Firenze a Livorno, attraverso una memoria, pubblicata nel 1835 sul Giornale Agrario Toscano, dal titolo: Proposta di alcuni perfezionamenti che potrebbero sperimentarsi nei lavori di costruzione e manutenzione delle strade inghiarate. Memoria letta all'adunanza del 26 dicembre 1834 dell'I. e R. Accademia del Petrarca in Arezzo (IX, 34, p. 194). Nel 1847 tornò ad occuparsi delle strade ferrate con un altro scritto pubblicato ad Arezzo in cui esponeva le ragioni della necessità di una ferrovia centrale subappenninica toscana.
Animato da uno spirito battagliero, fu tra gli estensori della proposta – redatta da un gruppo di ingegneri fiorentini tra il 1847 e il 1848 – perché il governo granducale introducesse discipline militari nell’Università di Pisa e istituisse (come difatti avvenne alla fine del 1848) un Corpo del Genio composto da ingegneri militari secondo il modello francese (si vedano i suoi scritti in proposito); tra i promotori, figuravano cartografi assai noti come Felice Francolini, Giuseppe Poggi e Francesco Chiesi, oltre a tecnici quali Giuseppe Martelli e Ippolito Bordoni (si vedano anche: S. C., Brevi osservazioni sull’articolo di L. F. Casamorata inserito nel n. 72 del Giornale La Patria, riguardo alla progettata organizzazione degli Architetti ed Ingegneri Civili in Corpo del Genio Militare, “L’Alba” del 20 novembre 1847; POTENTI G., Progetto di regolamento per la società promotrice degli studi del genio civile e militare, “L’Alba” del 4 gennaio 1848).
Nell’ambito della polemica fra Stato e Comunità locali esplosa nel 1848 sul ruolo degli ingegneri di Acque e Strade, Lorenzo Corsi, in un suo scritto dato alle stampe, difese questi tecnici definendoli “poeti della linea e del peso, filosofi della quantità”. Secondo Corsi, era proprio grazie agli ingegneri che le industrie erano state rese popolari e si erano diffuse in forma sempre più perfezionata.

Produzione di cartografia manoscritta:
Pianta geometrica del Padule di Castiglione, 1822 (il lucido disegnato da Alessandro Manetti è in AAADF, Fondo Manetti, cat. C.10, tav. 6/c);
Nuova fabbrica del Bagno a Roselle secondo la sua ultima costruzione, che differisce in qualche parte dal progetto primitivo, 7 gennaio 1824 (ASGr, Comune di Grosseto postunitario, cat. X, b. 1, f. 16, c. 22r e cat. X, b. 1, f. 4, c. 118r);
Riduzione del piano delle soffitte nella casa destinata per nuova abitazione del Commissariato di Grosseto, attr., 19 aprile 1824 (ASGr, Ufficio dei Fossi, n. 619, c. 83r, sc. 275);
Cappella contigua al Bagno di Roselle, 31 maggio 1824 (ASGr, Comune di Grosseto postunitario, cat. X, b. 1, f. 16, c. 22r e cat. X, b. 1, f. 4, c. 118r);
Disegni per la realizzazione della nuova strada rotabile Massetana per Volterra, 1824-25 (ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa, ff. 201 e 229);
Progetto di un monumento da erigersi sul Ponte del Fiume Foenna, al passo della strada di Bettolle per Sinalunga in memoria dei lavori idraulici eseguiti per l'ottenuto bonificamento della Pianura del Busso, 1826 (ASF, Piante topografiche dello Scrittoio delle Regie Possessioni, c. 163);
Profilo di livellazione della gora di rifiuto del Molino di Monte Martino, riunita allo scolo del Piano del Busso e delle Prata, sino alla Fabbrica del Molino del Rotone sotto il Castello di Bettolle, 1826 (ASF, Piante topografiche dello Scrittoio delle Regie Possessioni, c. 231);
Tavola di scandagli Idrometrici per i principali Fiumi e Torrenti che influiscono nel Canale Maestro di scolo della Valdichiana Toscana e Pontificia con rapporto al livello del Mare e alla cresta della Chiusa dei Monaci presso Arezzo, 25 maggio 1827 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 68);
Pianta della gronda del Chiaro di Montepulciano sulla linea di confine tra le adiacenze di detto Chiaro e i terreni dei frontisti possessori compresi fra il Fosso delle Tre Berte e lo sbarco dei Salcini, a confine con la Comunità di Chiusi, 1827 (ASF, Piante topografiche dello Scrittoio delle Regie Possessioni, c. 233/1);
Pianta della Chiusa del Molino di Pratantico, e sue dipendenze nel Fiume Chiana, in ordine alla sua ricostruzione, con Luigi Turchini, 1837 (ASF, Piante topografiche dello Scrittoio delle Regie Possessioni, c. 272).

Produzione scientifica

Proposta di alcuni perfezionamenti che potrebbero sperimentarsi nei lavori di costruzione e manutenzione delle strade inghiarate. Memoria letta all'adunanza del 26 dicembre 1834 dell'I. e R. Accademia del Petrarca in Arezzo, “Giornale Agrario Toscano”, IX, 34 (1835), p. 194;
Ragion civile delle strade ferrate in Italia per norma del sistema toscano e dello stabilimento di una centrale sub-appenninica, Arezzo, Borghini, 1847;
Offerta degl’Ingegneri di Firenze per formare un Corpo del Genio, o una scuola d’Architettura e Ingegneria Militare, “La Patria” del 7 ottobre 1847;
Polemica sugl’ingegneri, Arezzo, Bellotti, 1848.

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Cresti e Zangheri, 1978, p. 71; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, pp. 90-91; Giuntini, 1989, pp. 391, 408 e 413; Barsanti, Bonelli Conenna e Rombai, 2001, pp. 71 e 95, Caciagli e Castiglia, 2001, pp. 396 e 409; Zangheri, a cura di, 1984, p. 64; AAADF, Fondo Manetti; ASF, Miscellanea di Piante; ASF, Scrittorio delle Regie Possessioni; ASF, Piante Topografiche delle Regie Possessioni; ASF, Segreteria di Gabinetto; ASGr, Comune di Grosseto postunitario; ASGr, Ufficio dei Fossi; ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Anna Guarducci