Franceschi, Giovanni

Giovanni Franceschi
N.
M. 28 marzo 1802

Relazioni di parentela: Molto probabilmente è padre (o meglio nonno) dell'ingegnere Roberto Franceschi

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Architetto e ingegnere

Biografia:

Produzione scientifica:
Architetto e ingegnere, la cui abilità “nella professione d’ingegnere” fu attestata nel 1773 dalla specifica commissione dei Capitani di Parte Guelfa presieduta dal matematico Tommaso Perelli.
Operò presso lo Scrittoio delle Regie Possessioni granducali e, soprattutto, presso l'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, del quale fu uno dei tecnici principali.
Il Franceschi fu un tecnico che godette di una stima generale e anche un critico severo come il granduca Pietro Leopoldo lo definì “onesto, attento, esatto e di sufficiente capacità” (Pietro Leopoldo, 1964, I, p. 82).
Dalla fine del Settecento, fu affiancato dall’ingegnere pisano Giovanni Caluri che aveva fatto esperienza nell’Ufficio dei Fiumi e Fossi di Pisa.
Il compito principale dell'ingegnere dell'Ordine era quello di dirigere ed assistere i lavori della Valdichiana e, più in generale, di sovrintendere alla gestione territoriale dei beni dell'ente anche nel Pisano e nel Fiorentino.
Fu più volte incaricato di visitare le fattorie che l'Ordine possedeva in Valdichiana, intrattenendo una cordiale corrispondenza con Vittorio Fossombroni, allora "visitatore generale" della valle.
Innumerevoli furono le memorie, le perizie, le cartografie e i lavori svolti soprattutto per il miglioramento, la manutenzione, il restauro o il potenziamento delle fabbriche rurali e delle fattorie stefaniane della Valdichiana, della pianura pisana e della Valdelsa; e non solo, perché al suo ingegno si deve il rilievo in pianta e in alzato delle case dell’Ordine ubicate a Firenze sul Prato di Ognissanti effettuato nel 1793.
Si applicò anche alla progettazione per i nuovi poderi di bonifica della Valdichiana di case rurali secondo il razionale e bel modello pietroleopoldino.
Nel 1774-76, compilò i materiali cartografici per l'allivellazione della Fattoria stefaniana della Badia di S. Savino, che furono riuniti in un cabreo (in ASP, Piante dell'Ordine di S. Stefano, n. 53); si tratta di un volume rilegato in pergamena contenente 19 mappe acquerellate, eseguite da diversi autori: gli agrimensori Ranieri M. Dini, Francesco Antonio Giari, Giuseppe Gini e Giovanni Domenico Riccetti, coordinatore dei tre tecnici. Nel complesso le figure non raggiungono un grande livello tecnico e neppure una grande cura nei dettagli e le migliori sono quelle del Riccetti e del Franceschi.
Tra il 1772 e il 1801 rappresentò in oltre 40 disegni (in parte schizzi a penna ma anche molte mappe acquerellate) numerosi beni rustici e soprattutto urbani posti nella campagna fiorentina (Fiesole, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Signe, Galluzzo), valdarnese (Montevarchi, Laterina) e pistoiese e nella città di Firenze, facenti parte dei beni di diverse Commende di Padronato dell'Ordine: nel dettaglio, si tratta delle Commende Lapi (1772), Aldegais-Amerighi (1776-87), Orsanmichele (1776), Tovaglia (1777), S. Brigida (1777-87), Spedale di S. Antonio ((1778), Gabburri (1779), Bargigli (1780), Covi (1781), Palmerini (1782), Panzanini (1782), Dal Borgo-Dell'Antella (1782), Mini (1783), Baliato di Cortona Gangiotti-Rinaldi (1784, disegni realizzati in collaborazione con Giuseppe Salvetti e Gaetano Bercigli), Baliato di Cortona Giugni (1787, in collaborazione con Giuseppe Salvetti e Giuseppe Manetti), Commende Federighi (1787), Bonsi-Lorini (1787), Panzanini Dardinelli (1788), Busatti (1788), Fabbreschi (1789), Priorato di Pistoia Antinori (1790), Marchionni (1790), Pinadori (1791), Mercati (1793), Rossi-Melocchi (1795), Priorato di Roma Albizi (1795), Commenda Vecchia di Orsanmichele (1797), Suarez Della Conca (1799), Bonsi (1799), Priorato di Senigallia Grifoni (1801) (in ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, nn. 28, ins. 117; n. 4498, inss. 3-15, 17-19, 22, 23, 27-35, 37 e 39; n. 310, ins. 725; n. 353, ins. 48).
L’appartenenza alla burocrazia stefaniana ovviamente non impedì a Franceschi di servire altri uffici dell’amministrazione statale.
Infatti, nel 1773, la granducale Magona del Ferro incaricò Franceschi di portarsi – in compagnia del Veraci – a Mammiano nella Montagna Pistoiese per verificare il migliore dei due tracciati proposti per la nuova strada rotabile da aprire tra la nuova via Modenese e lo stabilimento siderurgico di Mammiano Basso.
Allo stesso tempo, ebbe modo anche di svolgere piccoli lavori per committenti privati, come risulta dalla pianta di alcuni poderi posti nella campagna fiorentina (comunità di Scandicci), rappresentati nel 1775 per dirimere una controversia confinaria fra le nobili famiglie Pucci, Bartoli, Rosselli Del Turco e Da Cepparello (in ASF, Miscellanea di Piante, n. 566).
Nel 1778, insieme a Giulio Mannaioni e Gio. Batta Ruggieri, rappresentò planimetricamente il Palazzo Ginori di Firenze in funzione di modifiche interne (in BNCF, Nuove Accessioni, I, 47 e 65).
Nel 1768 (28 giugno e 15 luglio) Franceschi eseguì le Relazioni ai Deputati sopra le Strade sul tratto Firenze-torrente Cecinella della Strada Pisana (ASF, Capitani di Parte Numeri Neri, f. 1706, ins. 1769) (Sterpos, 1977, p. 3).
Nello stesso 1768, Franceschi coadiuvò Alessandro Nini, eletto deputato per le visite ed ispezioni alle fattorie di Valdichiana con il compito di documentare le condizioni di precarietà e di affollamento delle case contadine: il lavoro venne concluso nel 1775 (Di Pietro, 2005, p. 124).
La relazione del Franceschi del 1776 sulle condizioni delle case contadine della Valdichiana, inviata al visitatore generale Laparelli, dimostra che in gran parte le abitazioni sono “anguste, di antica o antichissima data”, e pertanto andavano ricostruite o ristrutturate ed ampliate con dotazione di stalle, pozzi, ecc. (Di Pietro, 2005, p. 127).
All’inizio del 1778 – in previsione della visita granducale in Valdichiana del maggio 1778 – scrisse delle Osservazioni sulle fabbriche delle fattorie dell’Ordine (SUAP, RAT Petr Leopold, ms. 22, cc. 257r-273r e 275r-283v) (Bonelli Conenna, a cura di, 1997, p. 42).
Per la visita generale in Valdichiana del 1778, Pietro Leopoldo affiancò a Giovanni Franceschi gli altri due ingegneri Diletti e Puliti come aiuti per la formazione “delle piante e dei disegni” di tutti i beni stabili dello Scrittoio delle RR. Possessioni. L’operazione si concluse nel 1779 (Di Pietro, 2005, p. 129).
Nel gennaio 1783, Franceschi viene invitato ad occuparsi – con il coordinamento di Pietro Ferroni – del vasto programma di costruzione o adeguamento delle case coloniche e della viabilità in Valdichiana, specialmente dopo la nuova visita effettuata in quello stesso anno da Vittorio Fossombroni visitatore delle fattorie dell’Ordine e da Benedetto Tavanti direttore delle fattorie dello Scrittoio (Di Pietro, 2005, pp. 132-135).
Nel 1797, l’Ordine di Santo Stefano – al fine di porre le condizioni del controllo pubblico delle acque della Valdichiana – acquistò la Chiusa dei Monaci, concedendola in gestione al Soprintendente Fossombroni: l’ingegnere Franceschi disegnò la Pianta regolare delle Fabbriche tanto del Molino della Chiana, che degli annessi, e terreno ivi adiacente (ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni, f. 3874, ins. Fattorie e Fabbriche) (Di Pietro, 2005, p. 141).

Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Pietro Leopoldo, 1964, I, p. 82; Sterpos, 1977, p. 3; Barsanti e Rombai, 1987, p. 12; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, p. 400; Barsanti, Previti e Sbrilli, 1989, pp. 62-66; Tognarini, a cura di, 1990, p. 15; Barsanti, a cura di, 1991, pp. 180-186, 189-190, 192-195, 199-200, 207-209, 212-213, 215-216 e 308; Rombai e Torchia, 1994, pp. 41-42; Giglia, 1997, pp. 88 e 103; Bonelli Conenna, a cura di, 1997, p. 42; Guarducci, 2001, pp. 238-240; Di Pietro, 2005, pp. 124-135; ASP, Piante dell'Ordine di S. Stefano; SUAP, RAT Petr Leopold; ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni; BNCF, Nuove Accessioni.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Anna Guarducci