Caluri, Giovanni

Giovanni Caluri
N.
M.

Relazioni di parentela: Padre di Giuseppe, anche lui noto ingegnere statale

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Ingegnere

Biografia:
Celebre ingegnere pisano

Produzione scientifica:
Dopo aver fatto una prima esperienza nell'Uffizio pisano, dalla fine del XVIII secolo operò anche come ingegnere dell'Ordine cavalleresco di S. Stefano, inizialmente affiancando il vecchio ingegnere Giovanni Franceschi che ricopriva quel ruolo fin dal 1769.
Di lui si conserva (presso gli archivi di Stato di Pisa e Firenze e in diversi archivi privati) una vastissima produzione cartografica relativa a diverse località toscane, con ottimi esempi di cabrei di beni di proprietà granducali e dell'ordine di S. Stefano.
Il Caluri teneva anche uno studio privato a Pisa dove i giovani ingegneri potevano fare pratica di Agrimensura e di Idraulica; fra i suoi allievi, troviamo tale Giuseppe Merendoni (successivamente allievo anche di Alessandro Manetti, che fu poi ingegnere della Comunità di Terranova fino al 1828-29).
E' fra i molti autori delle mappe della raccolta miscellanea dal titolo Piante diverse relative all'Azienda della Dogana di Livorno, contenente tavole eseguite in varie epoche, in prevalenza fra il 1780 e il 1790, molte delle quali di interesse architettonico (LBM, Dept. of Manuscript, 15638).
Negli anni a cavallo fra Sette e Ottocento lavorò anche per l'armatore livornese Domenico Scotto, per il quale eseguì il disegno del giardino all'interno dei bastioni della fortificazione della Cittadella Nuova di Pisa, progettata dall'architetto fiorentino Giuliano da Sangallo (proprietà acquistata dagli Scotto nel 1768).
Nel 1780 progettò l'area doganale presso Bocca d'Arno.
Giovanni Caluri potrebbe essere tra gli autori dello splendido cabreo delle Tenute granducali di Coltano e San Rossore nella Pianura Pisana (in ASF, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni, t. XXXV), le cui vedute sono attribuite dal Ginori Lisci ai tre disegnatori livornesi Terreni.
E’ proprio in questi anni che la tenuta granducale di Coltano venne accorpata con quella di S. Rossore e i Lorena dettero un forte impulso all'allevamento dei cavalli e dei bovini.
Si tratta di una bella raccolta, anonima, composta di 33 tavole di grande formato, tra mappe delle varie tenute e planimetrie e vedute prospettiche e sezioni di edifici con belle e animate scene. Le figure sono precedute da descrizioni dei beni con gli interventi recenti e in atto per rendere la proprietà granducale innovativa sul piano produttivo. Nel complesso, l'opera si qualifica come il prodotto di autori veramente competenti.
Da segnalare l’origine curiosa di tale raccolta, realizzata per essere donata al Re di Napoli Ferdinando I di Borbone, che in quell’anno era in visita in Toscana. Il sovrano fu accompagnato a visitare la tenuta e, rimasto eccezionalmente colpito, richiese il permesso di inviare un proprio amministratore per studiare da vicino il sistema di gestione dell'azienda e per ottenere una rappresentazione dettagliata di tutte le singole costruzioni. Fu così che il granduca Pietro Leopoldo ordinò ed ottenne lo splendido cabreo della Tenuta di Coltano-S. Rossore, e ne donò una copia all'augusto cognato.
Nel 1797, sotto la supervisione dell'Ufficio dei Fiumi e Fossi, diresse i lavori di bonifica dell'area umida della Tenuta di Migliarino, dove furono realizzate diverse colmate; nell'occasione, disegnò alcune piante.
Nell’ultimo decennio del XVIII secolo e nei primi anni del XX servì i Cavalieri di Santo Stefano come aiuto dell’ingegnere Franceschi, eseguendo il cabreo detto Dimostrazione di tutti i poderi componenti la fattoria della badia di S. Savino, e lo Spoglio delle partite d’estimo dell’anno 1622 riguardante tutti i beni di dominio diretto dell’Ill.mo Ordine di santo Stefano, estimo dal medesimo aggiornato l’anno successivo, quando disegnò anche la raccolta di piante in otto volumi di tutti i beni della Religione.
Il granduca Pietro Leopoldo nelle sue Relazioni... ne offre un giudizio positivo, definendolo "di sufficiente capacità, esatto ed attento" (1969, I, p. 93).
Tra il 1814 e il 1823, seguì numerosi progetti per conto dell'Ufficio dei Fiumi e Fossi sia in campo architettonico, sia nel settore della viabilità e del controllo e manutenzione dei corsi d'acqua e delle aree umide, realizzando una serie nutrita di disegni (tutta la documentazione è in ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa, ff. 1, 12, 70, 105, 121, 139 e 275). Si ricordano:
un profilo di un tratto della Strada di Pietrasanta del 1814; e un progetto per alcune modifiche dell'Ufficio dei Fossi di Pisa del 1815. Nel 1818 si occupò di urbanistica, disegnando una Pianta dello Scalo dell'Arsenale sul Fiume Arno... in Pisa; nel 1819 rappresentò planimetricamente alcuni terreni nella Comunità di Cascina, già disegnati dallo stesso Caluri nel 1793; nel 1821 e nel 1823 si occupò di progetti relativi a corsi d'acqua della Pianura Pisana, vale a dire del fiume Tora (si veda la Pianta di una porzione del Fiume Tora... con il mulino di Collesalvetti), e del Rio di Pozzale (con le 49 carte di sezioni trasversali finalizzate all'escavazione dell'alveo).

Produzione di cartografia manoscritta:
Piante diverse di ben 9 cabrei di proprietà granducali: Fattoria di Collesalvetti (Pisa e Livorno, 1777, 3 raccolte), Fattorie di Vico Pisano, Cascine di Bientina, Pianore (1779), Casa Bianca e Arno Vecchio (1780), Montenero e Antignano (1783), Tenuta di Bibbona (1787), Cecina (1787), Coltano e S. Rossore (1785, con 39 tavole dipinte da Antonio Terreni) (tutti in ASF, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni);
Pianta del condotto maestro con tutte le sue fonti di attinenza dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, 1779 (ASP, Piante dell'Ordine di S. Stefano, n. 43b);
Mappa di un podere nel Livornese, disegno eseguito in collaborazione con Giovan Battista Buoncristiani, 8 maggio 1781 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 584);
Piante diverse del Campione delle case orti ed altri stabili esistenti dentro il Circondario delle Mura di Pisa, 1783 (ASP, Fiumi e Fossi, nn. 2792-2793);
Mappa di terreni boschivi e coltivati della Fattoria granducale di Nugola nel Livornese per il progetto di una colmata, 1786 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 177);
Pianta del fiume Magra in Lunigiana, 1787 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 158);
Carta Generale del Territorio Settentrionale Pisano a destra del Fiume Arno, 1788 (SUAP, RAT 216);
Cabreo dei beni della Fattoria della Badia a S. Savino di proprietà dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, eseguito in occasione della allivellazione (19 piante acquerellate e arricchite da minuziose legende che descrivono edifici ed appezzamenti), 1791 (ASP, Piante dell'Ordine di S. Stefano, n. 49);
Pianta della Tenuta di Migliarino, 1792 (AS, Piante, c.n.n.);
Pianta Topografica della Tenuta di Coltano, 1792 (ASF, Piante Topografiche delle Regie Possessioni, n. 499 bis);
Pianta delle Tenute granducali di S. Rossore […], 1792 (ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni, f. 1517, ins. 147);
Pianta delle Tenute granducali di S. Rossore […] nella Pianura costiera pisana, 1792 (ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni, f. 1517, ins. 147);
Piante (3 disegni) di un podere ed altri terreni posti nella campagna pisana, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato Da Vecchiano Seconda dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, Pisa, 14-16 aprile 1792 (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 344, ins. 50);
Planimetria di un edificio urbano posto in Pisa di proprietà dello Scrittoio delle Regie Possessioni granducali, 1795 (in ASF, Miscellanea di Piante, n. 599);
Pianta di alcuni terreni con casa da padrone e da lavoratore posti nel Pisano, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato Lanfranchi dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, Pisa, 5 ottobre 1799 (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 1029, ins. 1);
Copia della Pianta regolare delle Fabbriche tanto del Molino della Chiana, che degli annessi, e terreno ivi adiacente, fatta nel 1797 dall’ingegnere Giovanni Franceschi, 14 agosto 1799 (ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni, f. 3874, ins. Fattorie e Fabbriche);
Pianta del livello di S. Niccolò di Migliarino, con Giovanni Andreini, 14 aprile 1800, eseguita per il rinnovo del livello ai Salviati; il Caluri e l'Andreini erano stati scelti come periti di parte (il primo per i Salviati e il secondo per la Prioria di S. Niccolò), ma, poiché le parti non si trovavano d'accordo sulle due perizie Caluri-Andreini, fu scelto come terzo perito Antonio Capretti, che produsse un'altra pianta (AS, Piante, 121);
Pianta della Fattoria di Vecchiano, con Gio. Domenico Riccetti, 1802; la pianta fu realizzata dopo il passaggio della fattoria dal Granducato ai Salviati (in AGTM);
Pianta di diversi terreni posti nella Tenuta di Stagno, nella Pianura Pisana, di proprietà delle monache di S. Lorenzo di Pisa e allivellati alla Famiglia Salviati e altri delle Regie Possessioni granducali, disegno eseguito insieme all'ingegnere Giovanni Andreini (ambedue periti di parte granducale), per dirimere una controversia confinaria, Pisa, 30 novembre 1804 (in AS, Piante, n. 28);
Pianta della Tenuta di Migliarino [...], 1809 (AGTM); per questo lavoro il Caluri avanzò, nell'agosto 1809, all'amministratore generale dei Salviati, Grancesco Bellini, la seguente richiesta: "per n. 9 giornate di campagna impiegate con un aiuto a prender tutte le misure necessarie dei diversi appezzamenti, e qualità di terreni da distinguersi L. 135. Per il lavoro di tavolino a mettere in proporzione la Pianta Matrice, fare i conteggi dello Stiorato, e minutare la Descrizione L. 180. Per la Copia in pulito di tutta la Tenuta L. 250. Per uscita di Carta da Disegno, e per un Cannone di latta per porvi dentro la Pianta L. 10.6.80. Somma L. 576.6.8" (AS, Buste I, 156, fasc. 20);
Pianta della pianura pisana e sue adiacenze compresa nel Dipartimento del Mediterraneo, 1811 (in ASF, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni, n. 508).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Pietro Leopoldo, 1969, I, p. 93; Cresti e Zangheri, 1978, p. 43; Ginori Lisci, 1978, pp. 138, 149, 263-265, 267 e 313; Mazzanti, Cremonesi, Pasquinucci et alii, 1986, pp. 272-273; Rombai, 1987, p. 373; Barsanti, Previti, Sbrilli, 1989, pp. 66 e 132; Karwacka Codini e Sbrilli, 1987, pp. 104, 116 e 119; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, pp. 134, 143, 405 e 409; Mazzanti e Sbrilli, 1991, pp. 245-264; Barsanti, 1991, pp. 202-204 e 215; Archivio di Stato di Firenze, 1991, pp. 362-363; Rombai, 1993, p. 44; Melis, 1996, p. 248; Guarducci, 2001, p. 239; Caciagli e Castiglia, 2001, pp. 124, 305-306, 312, 332, 343, 353, 363-364 e 429; Bonelli Conenna, Brilli, Cantelli, 2004, p. 400; Di Pietro, 2005, p. 141; AS, Buste I; AS, Piante; AGTM; LBM, Dept. of Manuscript; ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano; ASP, Fiumi e Fossi; ASP, Piante dell'Ordine di S. Stefano; ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa; ASF, Scrittoio delle Regie Possessioni; ASF, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni; ASF, Piante Topografiche delle Regie Possessioni; ASF, Miscellanea di Piante; SUAP, RAT .

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