Cantagallina, Giovan Francesco

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Giovan Francesco Cantagallina
N. Sansepolcro
M.

Relazioni di parentela: Fratello di Antonio e di Remigio Cantagallina e padre di Andrea Cantagallina (colonnello e ingegnere, allievo del Parigi, morto nel 1678), sposò Isabella Schianteschi dei Conti di Montedoglio e di Gorga Scura, da cui ebbe l’unico figlio Costantino.
La famiglia Schianteschi-Cantagallina si estinse alla fine del XVIII secolo.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Ingegnere civile e militare

Biografia:
Nasce a Sansepolcro intorno al 1580, primogenito di Giovanni Maria Cantagallina, nobile di Sansepolcro di origine perugina. Morì il 15 ottobre 1656 secondo il Baldinucci, poco dopo il 1646 secondo il DBI.
Fu ingegnere civile e militare e la su attività risulta documentata tra il 1611 e il 1643.

Produzione scientifica:
Nel 1611 realizza il nuovo molo al porto di Castiglione della Pescaia; numerosi interventi datano al 1616, in primo luogo i lavori alle importanti opere portuali volute da Cosimo II a Livorno: la costruzione del molo della Sassaia a Livorno, la realizzazione della via d’acqua tra il Lazzaretto di S. Rocco e le Fornaci a Livorno, la costruzione della diga alla Torretta sul fosso detto dei Navicelli che collegava Pisa e Livorno (interventi da alcuni datati 1617). Nello stesso anno 1616 visita il Pian d’Alma nella Maremma grossetana, insieme con l’Auditore Lionardo Accolti, opera alle fortificazioni di Castiglione della Pescaia e redige la carta prospettica del territorio costiero maremmano di Pian d’Alma e Punta Ala, restituito con estrema esattezza nelle sue componenti morfologiche, idrografiche e degli insediamenti con la tecnica della prospettiva a volo d’uccello.
Nel 1618 giunge in Maremma su incarico del granduca per studiare il problema delle steccaie (la cosidetta “guerra delle steccaie”) sui fiumi Cornia e Pecora, che alimentavano le ferriere e i mulini di Suvereto e di Follonica nel Principato di Piombino, e per risolvere alcune controversie insorte in questa materia tra gli Appiani, signori piombinesi proprietari delle ferriere e degli altoforni, e i Medici, proprietari della Magona del ferro che teneva in attività anche alcuni impianti siderurgici in Maremma. Al proposito redige circa 15 carte topografiche con la precisa organizzazione della maglia fluviale, degli stabilimenti siderurgici e appunto delle steccaie.
Tra il 1619 e il 1620 lavora soprattutto a Seravezza, Montignoso, Pietrasanta, Grosseto, conducendo restauri e riparazioni di edifici pubblici.
Dal 1621 al 1627 è nei Paesi Bassi come ingegnere militare al seguito del marchese Ambrogio Spinola e lavora alle fortificazioni erette durante l’assedio di Breda, nel 1627. Rientra a Firenze alla fine del 1627, e viene nominato ingegnere principale delle fortificazioni del porto di Livorno, dove, tra il 1637 e il 1643 realizza un complesso di due bastioni collegati da una cortina (Forte di Porta Murata, a motivo dell’occlusione dell’antica porta meridionale che diventava un semplice passaggio interno fra il Forte e la piattaforma antistante la darsena). Torna ad occuparsi della zona di Castiglione della Pescaia nel 1639, con relazioni sull’alluvione dell’Ombrone nella zona castiglionese. Compila inoltre relazioni sull’opportunità di essiccare il lago di Castiglione mediante canalizzazione oppure colmata, firmate insieme ad Alessandro Bartolotti, Guglielmo Gargiolli e Pietro Petruccini (ipotesi non realizzate). Fino al 1640 cura i lavori di sistemazione del porto di Castiglione, e nel 1643 è nuovamente a Livorno, dove si occupa della costruzione del Lazzaretto di S. Jacopo.
Tra il 1643 e il 1644 termina la costruzione delle fortificazioni di Sansepolcro insieme a Baccio del Bianco e ancora al 1643 datano i lavori di restauro alle mura di Monterchi, gravemente danneggiate. Il Baldinucci riferisce su lavori del Cantagallina alle fortificazioni di Gaeta per conto del Re di Spagna, senza specificarne la datazione.

Produzione di cartografia manoscritta:
Territori di Gualdo, oggi Punta Ala, in due piante a confronto del 1616 e del 1769, 1780 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 545);
Il comprensorio di Punta Ala con i termini confinari tra Granducato e Principato di Piombino, 1619 (ASF, Scrittoio delle RR. Possessioni, f. 6936, ins. 3.3.1619);
Carta topografica “tocca in penna” di Pian d’Alma, 3 marzo 1619 (ASF, Scrittoio delle RR. Possessioni, f. 6936);
Pianta della pineta di Castiglione, 18 marzo 1615 (ASF, Scrittoio delle RR. Possessioni, f. 6933);
Tirli e la strada per Pian d’Alma, 16 maggio 1622, attribuita (ASF, Scrittoio delle RR. Possessioni, f. 6937);
Porta del borgo di Castiglione della Pescaia, 1616 (ASF, Scrittoio delle RR. Possessioni, f. 6934, ins. 25/9/1616);
Porto di Castiglioni (di incerta attribuzione tra A. Bartolotti, G. F. Cantagallina, P. Petruccini, G. Gargiolli), XVII sec. (ASF, Segreteria di Finanze, f. 1013, Rel. 26/12/1639);
Forno, ferriera, gore e steccaie di Suvereto, 1618, attr. a G. F. Cantagallina (ASF, Miscellanea Medicea, f. 534, c. 247; ASF, Miscellanea Medicea, f. 546, cc. 3, 5, 7, 9, 11-13, 15, 17, 19, 21 e 23-24; ASF, Miscellanea Medicea, f. 559, c. 13);
Disegno della presa dell’acqua del Tevere per condurla per la gora degli Anghiaresi fatta sotto Montedoglio nel modo che in detto giorno si trovava, 21 luglio 1638 (CCAU);
Mare o sia Golfo di Piombino, 1616 (attr. a G. F. Cantagallina) (ASF, Miscellanea di Piante, n. 545);
Carta dei confini di Piombino, 1616 (citata in una lettera di Alessandro Chigi al Governatore Generale di Piombino del 24 marzo 1783), (ASF, Principato di Piombino, f. 11, anno 1783);
Il territorio maremmano di Pian d’Alma e Punt’Ala, 1616 (ASF, Archivio Vecchio dei Confini, casella III, piante n. 38, c. 14; e ASF, Capitani di Parte, cartone XVI, c. 2).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Azzari e Rombai, 1986; Barsanti, 1984; Barsanti, 1982; Barsanti e Rombai, 1986; Casali e Diana, 1983; Di Pietro e Fanelli, 1973; Fara, Conforti e Zangheri, 1978; Gabellini, 1987; Greppi, a cura di, 1993; Lucarelli, 1995; Principe, 1988; Rombai, 1993; Rombai, 2003; Rombai, 1995; Rombai, 1987; Rombai, 1983; Rombai e Tognarini, 1986; Toccafondi e Vivoli, 1993; Vivoli, 1992; DBI, vol. 18, Roma, Istituto della Encicloperdia Italiana, 1975; Baldinucci, 1975, vol. IV, p. 142, e vol. V, pp. 40-41; ASF, Miscellanea di Piante; ASF, Scrittoio delle RR. Regie Possessioni; ASF, Segreteria di Finanze; ASF, Miscellanea Medicea; ASF, Capitani di Parte; ASF, Archivio Vecchio dei Confini; ASF, Principato di Piombino; CCAU.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Rosamaria Martellacci

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