Malpica, Francesco Saverio

image_pdf

Francesco Saverio Malpica
N.
M.

Relazioni di parentela: Fratello di Cesare Malpica, noto e discusso letterato romantico e liberale, la cui figura è ricostruita in GENOINO, 1957 (cfr. anche CIONE, 1977, passim; AVERSANO, 2001, p. 75) e che fu un po’ bistrattato dal De Sanctis (che gli diede del «letterato solo intenzionale»), un po’ meglio giudicato dal Croce, che lo definì «il più sbrigliato dei romantici napoletani del suo tempo», lodato infine da P.C. Ulloa, che gli riconobbe «occhio da pittore»: evidente dote di famiglia, che condivide col fratello Francesco Saverio, così come gli si accomuna nello stilare resoconti di viaggio: Cesare in Puglia e altrove (GENOINO, 1957, p. 173), il nostro da Napoli a Pisa a Roma a Firenze, descrizioni odeporiche all’interno di un buon testo di storia dell’ arte (MALPICA, 1847).

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Architetto

Biografia:

Produzione scientifica:
Alle indiscusse doti personali e professionali di tecnico, F.S. Malpica aggiunge soprattutto quelle di un intellettuale a tutto campo, che ha scritto tanti saggi sulle più svariate materie (la teorica dei prezzi applicati agli usi pratici; sui monumenti di Napoli e sul Duomo di Salerno; un manuale di storia dell’arte, che afferma di avere in corso di compilazione – MALPICA 1872a – e di cui non sono in grado per ora di confermare l’esistenza o l’eventuale messa in stampa). Il profilo emergente da tutte le opere (cartografiche e non) che mi è riuscito di rinvenire, è quella di un gentiluomo d’altri tempi, forse anche un po’ bacchettone e perbenista, ma conscio della intrinseca moralità dell’arte e della necessità che l’artista «eserciti un magistrato liberissimo, indipendente da qualsiasi condannevole influenza» (MALPICA, 1872a, p. 9), per realizzare il fine dell’arte, che è il «toccare il cuore e nutrir la mente». Dotato di una psicologia un po’ leopardiana per certo suo pessimismo e, per la tenerezza umbratile, un po’ leonardesca, testimonia espressamente, proprio nel suo personale desiderio di ammirare e fare cose artistiche, la vita dura cui è condannato l’architetto (MALPICA, 1872a, p. 8).
La sa lunga in materia di estetica: ad esempio, scrive pagine avvertite sul concetto di imitazione della natura, ben concedendo all’artista la capacità e necessità di ricrearla, per realizzare, in una nuova composizione, il bello ideale, che non esiste in natura (MALPICA, 1872a, p. 6). Romantico dunque, come suo fratello Cesare, ma legato an¬che al classicismo, nel convincimento che l’arte incarni un’idea. Discetta sugli aspetti tecnico-culturali e sociali delle arti figurative e, sul piano criti¬co, sostiene che l’arte non si possa comprendere se non la si aggancia alla storia, se non la si contestualizza alla società: in Italia si è dovuto attendere il secondo dopoguerra perché la critica si ispirasse ai dettami della storia so¬ciale dell’arte... Dimostra un certo equilibrio critico laddove sostiene la po¬polarità (ma relativa) dell’arte: essa deve essere «intesa bene dal dotto e dall’ignorante» e curare «un linguaggio né troppo rigoroso né trascurato del tutto» (MALPICA, 1847, p. 6). E così prosegue: «Nella invenzione – ecco precetto conosciuto da tutti gli artisti – è indispensabile siavi varietà, concatenazione e semplicità – […] Perché l’artista deve allettare; deve presentare un tutto conforme alle leggi naturali ed al carattere della verità» (MALPICA, 1872a, p. 14). In definitiva, l’artista ideale, incarnato in Raffaello (Ivi, p. 16), deve essere – nel parere malpichiano – classico e realista insieme, senza però eccedere nello psicologismo dei volti e nelle allegorie troppo astruse (Ivi, p. 20).
Ha un alto concetto dell’architettura, che non considera un mestiere, ma un ideale, un insieme che abbraccia, come nella pittura, l’invenzione, l’ordine, la espressione (MALPICA, 1847, p. 4). Quello che lo rende più gradevole e consentaneo è la espressa stanchezza della frigi¬dità positivistica e il ripudio della eccessiva attenzione portata, nel suo seco¬lo, alle opere pubbliche, al commercio, a vie ferrate, piroscafi, banche, mac¬chine, agronomia, asili infantili, monti frumentari e a «quant’altro l’indu¬stria, le scienze e la pietà degli uomini han saputo inventare di ingegnoso, di proficuo, di commedevole, di utile» (MALPICA, 1847, p. 3): un ripudio che fa in nome delle utilissime belle arti, delle impressioni, del gusto, di cui è ricca, con primato, l’Italia.
Insomma, sotto il tecnico si nasconde un uomo e un artista ricco di gusto, di sensibilità post-vichiane e quasi anticipatrici degli spiriti neo-idealistici: una figura poliedrica, collocata esattamente sul versante opposto di un altro grande architetto salernitano (Giovanni Rosalba), un intellettuale che credevamo irrecuperabile dopo l’esperienza illuministica settecentesca.

Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:
- Pianta geometrica dimostrante le opere tutte eseguite dalle Parti nella montagna e Valle Trapulogo (8 ottobre 1838).
ASS, Tribunale Civile di Salerno, Perizie, vol. 905, c. 1455.

- Pianta della Valle Trapulogo Profilo della Stessa Pianta e Spaccato del Serbatoio del Comune (8 ottobre 1838),
ASS, Tribunale Civile di Salerno, Perizie, vol. 905, c. 1456.

- Pianta di una porzione della città di Salerno racchiusa tra le strade Due Principati, Arcivescovado, Corso Garibaldi e Porta Nova, Salerno 1862.
ASS, Fondo Prefettura, IIa serie.

- Pianta geometrica topografica di un territorio con fabbricato in Montoro, 1827. F.to: F. S. Malpica e Luigi Sorgente.
ASS, Tribunale Civile di Salerno, Fondo Perizie, Vol. 898, c. 246.

- Pianta di due piazzette in Amalfi e opere ivi costruite. Salerno, 16 agosto 1846. F.to: Francesco Saverio Malpica.
ASS, Tribunale Civile di Salerno, Fondo Perizie, b. 913, c. 1161.

- Pianta geometrica delle Ische Giuliani, 1854. F.to: Francesco Saverio Malpica.
ASS, Tribunale Civile di Salerno, Fondo Perizie, Vol. 921.

- Pianta del fondo Licine espropriato a danno di Matteo Cavallaio, Salerno 12 agosto 1854. F.to: Francesco Saverio Malpica.
ASS, Tribunale Civile, Fondo Perizie, b. 921.


Fonti d’archivio:
Giuramento di fedeltà e ubbidienza dell’architetto Malpica al re Ferdinando II:
L’anno milleottocentoquaranta il giorno diciotto Dicembre in Napoli.
Innanzi a Noi Cavaliere Ferdinando Troja Vice Presidente della Corte Suprema di Giustizia, Presidente della G. Corte civile in Napoli, assistito da D. Luigi Lupani impiegato della Commessione per l’albo degli architetti giudiziarj e dal Cancelliere, si è presentato D. Francesco Saverio Malpica, onde a termini delle superiori disposizioni, prestare nelle nostre mani il giura¬mento, nella qualità di architetto del sud. albo.
Dopo di che abbiamo ammesso il sud. D. Franc.° Saverio Malpica a prestare il giuramento, siccome lo ha dato ad alta voce, e sopra i Santi Van¬geli ne’ seguenti termini:
Io Francesco Saverio Malpica prometto e giuro fedeltà ed ubbidienza al Re Ferdinando II°; e pronta ed esatta esecuzione degli ordini.
Prometto e giuro che nell’esercizio delle funzioni che mi sono state affidate, io mi adopererò col maggiore zelo, colla maggiore probità ed onoratezza.
Prometto e giuro di osservare e di fare osservare le leggi i decreti ed i regolamenti, che per Sovrana disposizione di S. M. si trovano in osservanza, e quelli che piacerà alla M. S. di pubblicare in avvenire.
Prometto e giuro di non appartenere a nessuna Società Segreta di qual-sivoglia titolo, oggetto e denominazione, e che non sarò per appartenere giammai.
Così Dio mi ajuti.
In fede di che se n’è redatto il presente processo verbale, che è slalo sottoscritto dal nominato D. Francesco Saverio Malpica, da noi, dal sud.lo impiegato della Commissione e dal Cancelliere.
Francesco Saverio Malpica / F. Troja V.ce / Luigi Lupani / altra firma illeggibile
N.° 618 / Registrato in Napoli li quindici Gennajo 1841 fol. 33

[seguono bollo e altre indicazioni, mal leggibili salvo i numeri arabi, su dirit¬ti di registrazione pagati: n.d.r.].
ASN, Ministero di Grazia e Giustizia, fasc. 1584, inc. 781

Bibliografia:

Rimandi ad altre schede: Vedi Giovanni Rosalba, per un’antitetica concezione della figura e della funzione dell’architetto.

Autore della scheda: Anonimo

image_pdf