Marmocchi, Francesco Costantino

Francesco Costantino Marmocchi
N. Poggibonsi 1805
M. Genova 1858

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Qualifica:

Biografia:
Fu un uomo del Risorgimento, di impegno politico attivo come democratico-radicale e mazziniano, coinvolto nei moti del 1831 e ministro dell’Interno nel breve governo rivoluzionario toscano del Guerrazzi del 1848-49 (Pesendorfer, a cura di, 1987, pp. 365 e 382). Col ritorno del granduca Leopoldo II fu obbligato all’esilio nel Regno di Sardegna dove rimase fino alla morte prematura.
Geografo, ma anche instancabile e prolifico poligrafo, fu fondatore e direttore o costante collaboratore di riviste e quotidiani toscani di ispirazione democratica e socialista, fortemente impegnati sui più scottanti problemi politici e sociali e in dura polemica con gli indirizzi conservatori o moderati del governo lorenese, come “L’Alba”, “Il Popolano” e “Il Sabatino”.
E’ interessante rilevare come al biennio rosso ante litteram del 1848-49 va riferito il Corso di geografia toscana compìto in XV lezioni del quale però – per gli eventi politici traumatici che ne seguirono – poterono vedere la vita solo il piano generale dell’opera e il primo fascicolo.
Il Corso aveva per Marmocchi un chiaro intento pedagogico – far conoscere ai cittadini la piccola patria toscana, secondo il progetto scientifico-culturale avviato negli anni ’20 dal gruppo degli intellettuali gravitanti intorno al promotore di cultura Giovan Pietro Vieusseux, fra i quali Emanuele Repetti, Giovanni Inghirami e Attilio Zuccagni Orlandini – ma si segnala per la serietà e l’organicità scientifica dell’impianto.
Partendo dalla premessa che “lo studio di un paese, perché riesca ad un tempo facile e fruttuoso, bisogna che proceda dalle parti inorganiche alle organizzate: dalla terra, dalle acque e dall’aria, alle piante, agli animali e all’uomo”, Marmocchi ignorava la geografia regionale descrittiva dei singoli paesi per affrontare la geografia generale, con l’articolare l’opera in quattro parti: “geografia fisica” (con le componenti orografia e idrografia, geologia e mineralogia, clima, vegetazione e animali spontaneamente viventi in Toscana, che non vengono mai presentate a se stanti, ma sempre in stretta relazione con la vita e i bisogni dell’uomo), “geografia politica” (divisioni amministrative e organi istituzionale dello Stato, popolazione e suo andamento nel tempo, sua distribuzione territoriale e sua articolazione professionale nei diversi settori dell’agricoltura, delle manifatture e opere pubbliche, dei porti e del commercio, infine produzioni economiche e situazione finanziaria, il tutto con il ricorso frequente alla comparazione con realtà toscane del passato e con quelle presenti in altri Stati italiani e stranieri), “corografia e topografia toscana” (suddivisione del Granducato in dieci “regioni naturali”, le valli, secondo la tradizione inaugurata da Giovanni Targioni Tozzetti e ripresa da Attilio Zuccagni Orlandini) e “geografia storica della Toscana antica, del medio evo e moderna” (evidenziazione non solo erudita dei resti archeologici e dei monumenti storici ma anche delle eredità del passato inscritte nel territorio presente, dalle città alle campagne e alle vie di comunicazione).
Marmocchi fu mente vasta di geografo ed erudito, il quale non tanto nei suoi lavori di sintesi e compilazione, quali gli altri testi scolastici e di divulgazione popolare su temi di geografia universale, quanto invece nel Prodromo della storia naturale generale e comparata d’Italia del 1844, mostra di anticipare talune correnti della geografia contemporanea (per l’aver saldamente posto l’uomo al centro della trattazione del mondo fisico-ambientale); e forse anche per questo riuscì a suscitare un largo interesse nel pubblico. Il Prodromo godette infatti di un autentico successo popolare, tanto che Marmocchi fu stimolato a dar vita ad iniziative per quei tempi ardite e non ripetute, come la grande Raccolta dei viaggi dalla scoperta del Nuovo Continente sino ai dì nostri del 1845.
Quasi tutte le ponderose compilazioni marmocchiane – anche il progetto del Corso toscano – sono corredate da atlanti costituiti da raccolte di carte geografiche ordinarie (rappresentazioni generali e corografiche), per lo più a piccola scala e non aventi necessariamente caratteri di originalità, oltre che da carte tematiche: queste ultime si allargano un po’ a tutte le categorie che compongono oggi l’ampio ventaglio della cartografia speciale (carte idrografiche, orografiche, mineralogiche, itinerarie, amministrative) costruite con cura dall’autore spesso con il supporto di ampie note e spiegazioni. Anche per queste caratteristiche il geografo Marmocchi interessa – assai più di tanti altri geografi italiani del XIX secolo – la storia della cartografia.
La cartografia di Marmocchi è costituita dai tre atlanti, a solo il primo è originale, precisamente:
L’Atlante di geografia universale per servire al Corso di geografia universale in 48 tavole del 1840, che si presenta “come un repertorio iconografico piuttosto sui generis in quanto in luogo delle consuete tavole raffiguranti i vari paesi (o parte di essi) vi si trovano soprattutto profili orografici, distribuzione di vulcani attivi, tavole di geografia astronomica ecc.: insomma tutto quanto potesse illustrare al meglio i caratteri fisici della Terra. L’atlante, preceduto da un dizionario dei termini geografici e corredato da quadri statistici relativi alle varie suddivisioni politiche del globo, segue fedelmente la ripartizione del Corso in Cosmografia (tavv. I-XVII), Geografia fisica (tavv. XVIIIa-XXIII), Storia della geografia dai tempi biblici ed omerici infino alla scoperta del Nuovo Continente (tavv. XXIVa-XXXII) e Geografia statistica (tavv. XXXIII-LVIII)”, con l’ultima tavola che – in evidente omaggio alla Patria – costituisce la carta geometrica della Toscana (Marrucci, 1992, pp. 98-99).
Le altre raccolte grafiche furono pubblicate postume, con recupero delle tavole originali e con l’aggiunta di nuove rappresentazioni. E’ il caso dell’opera del 1858 – Il Globo. Atlante di carte geografiche compilate da F.C. Marmocchi per servire di corredo al suo Corso di Geografia commerciale – costituita da 50 tavole incise da Giuseppe Cattaneo, Campo Antico, Cesare Poggiali, G. Bonatti e G. Magrini, con numerose didascalie e decorazioni; e della più corposa compilazione del Magrini del 1864 (di ben 83 tavole), intitolata Atlante geografico universale. Cioè cosmografico, fisico, storico e politico-statistico compilato colla scorta delle migliori e più recenti opere storiche e cosmografiche composto di 83 Carte incise in rame da valenti Artisti, e diligentemente miniate per cura del Professore.
Tra le due raccolte, quella del 1858 si segnala non solo per la chiarezza delle rappresentazioni generali e regionali ma anche per certi tematismi aggiornati, come ad esempio la distribuzione geografica delle colonie europee, le linee di navigazione, le vie ferrate e postali, la distribuzione geografica delle piante coltivate che forniscono i principali mezzi di nutrimento, ecc. (Barsanti, 1992, pp. 91-92).

Produzione scientifica:
Corso di geografia universale, Firenze, Batelli, 1840-1843, 6 voll.;
Prodromo della storia naturale generale e comparata d’Italia, Firenze, Poligrafico Italiano, 1844;
Raccolta dei viaggi dalla scoperta del Nuovo Continente sino ai dì nostri, Prato, Giachetti, 1840-45, 18 voll.;
Corso di geografia toscana compìto in XV lezioni, Prato, Giachetti, 1847;
Dizionario di geografia universale, Torino, Società Editrice, 1854-1862, 2 voll.;

Produzione di cartografia manoscritta:
Atlante di geografia universale per servire al Corso di geografia universale, Firenze, Batelli, 1840;
Il Globo. Atlante di carte geografiche compilate da F.C. Marmocchi per servire di corredo al suo Corso di Geografia commerciale, Genova, Paolo Rivara del fu Giacomo Editore, 1858;
Atlante geografico universale. Cioè cosmografico, fisico, storico e politico-statistico compilato colla scorta delle migliori e più recenti opere storiche e cosmografiche composto di 83 Carte incise in rame da valenti Artisti, e diligentemente miniate per cura del Professore, Torino, Tipografia Scolastica di Seb. Franco e Figli, 1864 (opera curata da Martini G.).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Mori, 1949, vol. XXII, p. 379; Rombai, 1990, pp. 168-170; Barsanti, 1992, pp. 91-92; Pesendorfer, a cura di, 1987, pp. 365 e 382.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Leonardo Rombai