Foresti, Jacopo detto il Bergomense

Jacopo Foresti
N. Solto 30 Gennaio 1434
M. Bergamo 15 Giugno 1520

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Erudito e bibliotecario del convento di S. Agostino a Bergamo. Autore del Supplementun Chronicarum

Biografia:
Jacopo Foresti nacque a Solto, antico feudo di famiglia vicino al lago d'Iseo. Nel 1451 decise di scegliere la vita religiosa ed il 10 maggio di quell'anno entrò nel convento di S. Agostino a Bergamo assumendo i nomi di Jacopo e Filippo, cui era dedicata la chiesa, la cui ricorrenza cadeva nel giorno del suo ingresso al convento.
Negli anni successivi lo troviamo a Ferrara, a Imola nel 1494 e a Forlì nel 1496, ove fu priore. Dal 1499 sino alla morte pare sia vissuto sempre nel convento di S. Agostino a Bergamo, studiando ed arricchendo la biblioteca del convento con importanti acquisti librari (Azzoni 1959, p. 37).
L'ininterrotta attività a Bergamo è comprovta dai suoi manoscritti, conservati nella biblioteca civica !Angelo Mai", dai quali risultano spese per i lavori di manutenzione nel convento, per l'acquisto di materiali e per altre sue attività.

Produzione scientifica:
Le vicende del Supplementun Chronicarum hanno inizio il 7 gennaio 1483, con la firma di un accordo con Bernardino Benaglio di Bergamo per la stampa dell'opera (Tiraboschi 1787-1794, VI parte 1, p. 168). Il titolo dell'opera ha subito parecchie modifiche nei circa 100 anni in cui fu ristampata: quella del 1486, la prima figurata, si intitola Fratis Jacobi philippi Bergomensis fratru[ m ] Eremitarum divi Augustini: in omnimoda historia novissime congesta: Supplementum Chronicaru[ m ] appellata.... Tra le varie edizioni merita di essere segnalata quella del 1503, la cui pubblicazione fu curata ed emendata dallo stesso autore. Oltre ad apportare aggiunte e correzioni, Foresti inserì anche parecchie notizie autobiografiche, utilissime per la ricostruzione della sua vita e delle opere da lui realizzate.
Le prime due edizioni del 1483 e del 1485, la prima stampata da Benaglio a Venezia (il colophon reca la data del 23 agosto 1483) e la seconda stampata a Brescia da Bonino de Bonini (colophon: 15 dicembre 1485), sono entrambe prive di immagini. Probabilmente, su sollecitazione dello stampatore, Foresti decise, tra il 1484 ed il 1485, di arricchire la sua opera con immagini, sfruttando le nuove possibilità offerte dalle tecniche di incisione, che si andavano sviluppando nell'ultimo quarto del '400. Vale la pena ricordare che appena pochi anni prima, nel 1477 a Bologna, nel 1478 a Roma e nel 1480 a Firenze, era apparsa l'opera geografica di Tolomeo, con le prime carte a stampa incise su rame.
In tutto il volume compaiono 67 immagini ma non tutte sono distinte: Roma e Genova, ad esempio, sono rappresentate con lo stesso legno, che però raffigura inequivocabilmente la città di Genova. Frutaz, definisce "spregiudicato" il modo con il quale il Foresti illustra le città (Frutaz 1962, pp. 148, 149). Mentre per il testo, da un'analisi parziale, effettuata sulla città di Napoli risulta che Foresti riprende, semplificandolo, quello dell'Italia Illustrata di Flavio Biondo (1392-1463), opera che risulta in un elenco di libri acquistati dal Foresti per la Biblioteca del Convento (Valerio 1998, p. 17-19).
é evidente che Foresti non disponeva per tutte le città immagini reali, anche se non puà essere dimenticata l'estrema labilità del concetto di "reale" riferito all'iconografia urbana.
Tuttavia, dalla ripetizione della stessa tavola si può riscontrare una certa cura di Foresti nell'individuare con la stessa immagine raltà urbane non molto dissimili. Il citato caso di Roma e Genova è uno dei rari esempi che non risponde alla regola, ed è stato da me riportato proprio per tale motivo; comunque questa incresciosa circostanza venne risolta nell'edizione del 1490, nella quale è inserita una veduta reale della città di Roma.
Nelle edizioni del 1486, 1490, 1491 e 1492, Costantinopoli non è mai raffigurata in due edizioni successivi con la stessa immagine, segno del tentativo di Foresti di dare un volto alla città, caduta in mano ai turchi nel 1453 e da allora non più visitata da alcun occidentale. Dopo questa data è impossibile trovare in Occidente una raffigurazione contemporanea di Costantinopoli. Foresti era costretto a dar ricorso ad immagini di repertorio o a rappresentazioni che potessero rimandare per analogia all'ex capitale dell'impero d'Oriente. La veduta di Napoli ben si prestava a questo scopo. Difatti dal 1492 in poi, questa veduta rappresenterà, oltre che Napoli, anche la città di Costantinopoli: il Foresti non era riuscito a recuperare un'immagine migliore di quella città.

Data, lingua e luogo di edizione del Supplementun Chronicarum di Jacopo Foresti:

1483 - latino, Venezia, priva di illustrazioni
1485 - latino, Brescia, priva di illustrazioni
1486 - latino, Venezia
1490 - latino, Venezia
1491 - italiano, Venezia
1492 - latino, Venezia
1503 - latino, Venezia
1506 - latino, Venezia
1508 - italiano, Venezia
1513 - latino, Venezia
1520 - italiano, Venezia
1524 - italiano, Venezia
1535 - latino, Parigi, priva di illustrazioni
1540 - italiano, Venezia, priva di illustrazioni
1553 - italiano, Venezia
1554 - italiano, Venezia, priva di illustrazioni
1575 - italiano, Venezia, priva di illustrazioni
1581 - italiano, Venezia, priva di illustrazioni

Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Azzoni 1959; Frutaz 1962; Mori-Boffito 1926, pp. 22-24; Pianetti 1939; Tiraboschi 1787-1794, vol VI, pp. 673, 674; Valerio 1998, pp. 17-20; Verga 1901-1902, p. 152; Zampieri 1992.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Vladimiro Valerio