Castelli, Domenico

Domenico Castelli
N. Melide (Canton Ticino) 1582
M. Roma 14 ottobre 1657

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Fu nominato soprastante dal 1° settembre 1624 (Archivio di Stato di Roma, Camerale I, Registri de’ mandati camerali reg. 998, c. 18v) e misuratore dal 1° febbraio 1638 (Ibid. reg. 959, c. 51r) cariche che ricoprì contemporaneamente fino al 30 ottobre 1644. Nel 1631 gli fu affidato dai Conservatori dell’alma città di Roma l’incarico di architetto dello Studium Urbis che ricoprì fino al 1632 quando fu sostituito da Francesco Borromini. Il suo nome compariva nel 1646 in un elenco degli architetti e sottomaestri di strade di cui si serviva la Presidenza delle Strade (ASR, Presidenza delle Strade, reg. 30, c. 44v). Fu poi nuovamente nominato misuratore dal 1° agosto 1648 (ASR, Camerale I, Mandati camerali, reg. 963, c. 32v) e dal 22 aprile 1656 papa Alessandro VII gli concesse a vita l’ufficio di soprastante (Ibid., Chirografi, reg. 164, c. 29 e Notai e Cancellieri della RCA vol. 1040 c. 571r), cariche che ricoprì contemporaneamente fino al 30 agosto 1657. Fu inoltre architetto della Arciconfraternita della Carità dal 1644, succedendo a Francesco Peperelli (Roma, Archivio di San Girolamo della Carità, Giustificazioni dei mandati t. VII) e architetto della Fabbrica di Sant’Agostino dal 1653 al 1656, quando gli successe il Borromini (ASR, Agostiniani in Sant’Agostino, reg. 93, cc. 5r,10v,20r).

Biografia:
Nacque a Melide (Canton Ticino) intorno al 1582 da Bernardo. E’ testimoniata la sua presenza a Roma nel 1611 dove, insieme al fratello Battista di professione scalpellino, abitava in una casa ai “Pantani” presso il Foro di Augusto.
Morì a Roma il 14 ottobre 1657 (Archivio Storico del Vicariato di Roma, Santa Maria in Trastevere, Liber mortuorum, 2, c. 73v) e fu sepolto a Sant’Isidoro nella cappella di Sant’Anna. Nel suo testamento nominò erede il cardinal Francesco Barberini al quale lasciò, fra l’altro, i disegni delle opere erette sotto il pontificato di Urbano VIII, oggi conservati in Biblioteca Apostolica Vaticana, Barb. Lat. 4409.

Produzione scientifica:
La sua prima opera sembra essere il progetto per la fontana della piazza Grande a Faenza, realizzata intorno al 1620. A Roma lavorò ininterrottamente dal 1624 al 1657 quale architetto delle Fabbriche della Reverenda Camera Apostolica.
Partecipò ai lavori del Palazzo Vaticano in qualità di architetto soprastante della Camera Apostolica dal 1623 al 1625; prese parte ai lavori del palazzo di Monte Cavallo dal 1623 al 1627 e del palazzo di Castel Gandolfo sotto l’indirizzo di Carlo Maderno negli stessi anni. Ebbe inoltre occasione di prestare la sua opera presso altri importanti cantieri romani e nei paesi laziali Nepi, Frascati, Saracinesco, Spoleto, Terracina. In qualità di misuratore, prese parte ai lavori eseguiti nel chiostro e nel convento di San Carlino alle Quattro Fontane, sotto la direzione di Francesco Borromini dal 1636 al 1642; lavorò nel monastero della Santissima Incarnazione in Strada Pia e misurò e stimò i lavori fatti dalle varie maestranze nei palazzi del Vaticano, Monte Cavallo, Castel Gandolfo, Vigna Giulia, nella basilica dei Santi Cosma e Damiano. Misurò anche la stima per conto della Camera Apostolica di tutti li siti posti in Castel Gandolfo nel 1638 e concessi a Urbano VIII al principe Taddeo Barberini. Progettò il duomo di Monterotondo, fatto costruire nel 1639 dallo stesso principe. Fra il 1644 e il 1657 firmò le misure e stime di lavori fatti in varie case di proprietà degli enti monastici romani. In qualità di architetto dell’Acqua Paola effettuò sopralluoghi ad Anguillara.
Alla sua morte rimasero vacanti gli incarichi di architetto dell’Acqua paolina di Campidoglio, di architetto delle Acque (Chiane, Fiumicino, Ponte Felice e simili). Rimasero vacanti anche gli uffici presso i luoghi pii dell’arciconfraternita della Santissima Annunziata, dell’ospedale del San Giacomo degli Incurabili, del monastero di San Silvestro, di quello delle Vergini, di Santa Cecilia, dell’arciconfraternita del Gonfalone (BAV, Chigi, H. II. 43, c. 91).
Per il Catasto Alessandrino del 1660 realizzò le mappe 429/38 Grottaferrata e 433A/6 Casetta, della famiglia Landi, in collaborazione con Bernardino Calamo e Giovanni Battista Pietra.

Produzione di cartografia manoscritta:
“Pianta di tutto il territorio dell’Abbatia di Grottaferrata con i suoi confini misurata distintamente e rappresentata in carta da Domenico Castelli architetto”, in Archivio dell’Abbazia di Grottaferrata, Piante diverse. Si tratta di una copia del 1763 tratta dallo stesso originale da cui venne copiata quella inclusa nel Catasto Alessandrino (mappa 429/38), ma presenta un maggiore grado di dettaglio: questa carta infatti aveva la funzione di catasto, in quanto era arricchita dalla suddivisione degli appezzamenti di vigna.

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
ASR, Camerale I, Registri de’ mandati camerali, reg. 998, c. 18v; reg. 959, c. 51r; reg. 963, c. 32v
ASR, Pres. Strade, reg. 30, c. 44v
ASR, Chirografi, reg. 164, c. 29
ASR, Not. Cancellieri RCA, vol. 1040 c. 571r
ASR, Notai del Tribunale dell’AC, vol. 6606, cc. 479ss
ASR, Agostiniani in Sant’Agostino, reg. 93, cc. 5r,10v,20r
ASVR, Santa Maria in Trastevere, Liber mortuorum, 2, c. 73v
Roma, Arch. San Girolamo della Carità, Giustificazioni dei mandati, t.VII
BAV, Chigi, H. II.43, c. 91
BAV, Barb. Lat. 4242
BAV, Barb. Lat. 4409


REPERTORI
M. R. D’Annunzio, Domenico Castelli, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 21, Roma 1978, pp. 708-711.
Baglione, Vite, 1642.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Susanna Passigli