De Rochemore, Henri-Philippe-Joseph

Henri-Philippe-Joseph De Rochemore
N. Cambrai 29 luglio 1718
M. Martinica 17 maggio 1768

Relazioni di parentela: Appartiene a una famiglia della nobiltà di Linguadoca, originaria della viguerie di Lune.l, che ha elmo numerosi ufficiali.
Figlio dell'ingegnere Henry de Rochemore (1687-1741), già allievo del matemati­co de Plantade e presidente fondatore della Societé royale des Sciences di Montpellier. Probabilmente celibe, secondo la Blanchard.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Ingegnere militare

Biografia:

Produzione scientifica:
All'epoca della missione genovese gode della fiducia del maresciallo de Richelieu che, mentre testimonia di sue discussioni e divergenze con Morel de Conflans, ri­conosce a Rochemore «du merite et de la vivacité» e dice di temere di perderlo (SHAT, Al, 3230, lettera al ministro del 17 novembre 1747).
Un analitico stato di servizio steso nel 1759, quando iI R. era ingegnere in capo a Bordeaux e conservato negli archivi del Genio {SHAT, Génie, art. 3, section 2, n. 1) ci consente di ricostruire nei particolari la sua attività in Liguria:
- nella primavera del 1744, passato il fiume Varo, partecipa all'assedio di Nizza (Montalbano) e di Villafranca.
- Nell'estate partecipa al tentativo di penetrare in Piemonte attraverso la valle di Be­lin, partecipando all'attacco di Castel Delfino e all'assedio di Demonte e di Cuneo.
- Essendo stato tolto l'assedio di Cuneo dopo 4-3 giorni di trincea ed essendo l'esercito rientrato in Francia, durante l'inverno del 44-45 viene incaricato con il marche­se di Monteynard di «aller reconnoitre les monts apenins et les differents debou­chés par où l'armée pourroit deboucher en 1745>> e in particolare a < - Nella campagna del 1745 è impiegato nella Brigata di Bourcet che, a differenza delle altre brigate che rimangono a Savona, fa tutti gli assedi {Acqui, Tortona, Alessandria, Valenza, Casale) e il passaggio del Tanaro. Durante l'inverno si occu­pa di «retrancher» i castelli di Ponte di Stura, Gabbiano e Camino.
- Nella campagna del 1746, sempre col maresciallo di Maillebois, partecipa all'as­sedio di Asti, ripiegando poi su Novi, in terra genovese e quindì a Piacenza per riunirsi con gli spagnoli e con la brigata di Morel de Conflans, dalla quale viene distaccato per andare a fare lavori di fortificazione nella contea di Nizza e sul pas­saggio del Varo, fino a quando arriva il nuovo comandante, maresciallo di Bellei­sle, e prende il comando per fronteggiare il nemico che aveva passato il Varo per invadere la Provenza. Ricacciati al di là del Varo i nemici, l'esercito si ritira a Grasse, dove viene a sapere della rivolta di Genova contro gli austriaci. Belleisle invia un corpo di truppe che deve imbarcarsi a Tolone e Rochemore vi è coman­dato come capo di Brigata per passare a Genova insieme ad altri tre ingegneri con i quali deve imbarcarsi a Marsiglia. La nave, intercettata dagli inglesi, deve ripara­re a Monaco dove rimane bloccata per tre settimane. Sollecitato da Belleisle, per­ché a Genova servono ingegneri in vista dell'assedio, trova un pescatore che «a gran rischio e per cento luigi lo porta a Genova dove arriva all'inizio dell'assedio e dove è stato subito occupato a "retrancher le Mont des Frères" e il sobborgo di S. Pierre D'Arena e in seguito "le famose linee di Albaro'' e la Madonna del Monte, fino a quando viene tolto l'assedio».
- «Essendo morto durame l'assedio Rocher de la Branchoire sottobrigadiere degli ingegneri [ ... ]ho sempre fatto il servizio di sotto brigadiere fino alla Pace con let­tera del Ministro al Ms. de Conflans».
- «Nel 1748, i nemici minacciando di tornare ad assediare ancora Genova e diri­gendo la loro marcia a Levante, il maresciallo de Richelieu prese la decisione di uscire da Genova riunendo l'esercito e trasportando il quartier generale a Sestri del Levante, dove ci si è trincerati sulle alture» (Génie, art. 3, section 2, n. 1).

Carte e memorie

Dopo la citata missione dell'inverno 1744-45, svolta insieme al marchese di Monteynard, a giudicare dallo stato di servizio, de Rochemore sembra più interessato all'arte della fortificazione che alla cartografia e alle reconnaissances, a differenza di Rocher de la Branchoire a cui succede. E tuttavia l'inventario dell'archivio del Genio (art. 14, Spezia 1 e 4) mostra un'intensa attività anche in questo campo:
- Memoire sur la Spezia, le fotr de S. te Marie et le Lazaree avec projects (2 disegni), 1747.
- Memoire sur le fort S.te Therese (1 disegno), 1747.
- Memoire sur la ville et le chateau d Sarzane, (due disegni), 1747.
- Pian de Sarzane et de ses environs ( 1 disegno), 17 48.
. Carte e disegni che, come tutto l'«Article 14», sono andati dispersi nel corso del- l'ultima guerra mondiale.
Il Mèmoire composto dal marchese di Monteynard insieme a Rochemore e a un secondo ingegnere Nicolas Sarrebourse seigneur de Pontleroy (citato nel doc. solo con quest'ultima designazione) si conserva in SHAT, Dépot de la Guerre, M.R 1400 con il titolo: Memoire sur les chemins de la Cote de Genes et les debouchez sur le Tanaro, Ceva, Aleandrie et Totone, relatif a la Carte cy jointe. Quanto alla carta nella lettera di accompagnamento del Monteynard figura con il titolo: Carte figuree des Chemins de la Cote de Genes et des debouchez en Piemont. In questa lettera da Genova del 3 maggio 1745 Monteynard espone al ministro i criteri e le precauzioni seguiti nella reconnaissance e il mancato contatto con le <>.

Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
A. BLANCHARD, Dictionnaire des Ingegnieurs militaires 1691-1791, Montpellier, Impr. Louis Jean, 1981.
L.C. FORTI, Fortificazioni e ingegneri militari in Liguria (1684-184), Genova, Compagnia dei Librai, 1992.

Altro:

Rimandi ad altre schede: Morel de Conflans, Rocher de la Branchoire, Matteo Vinzoni

Autore della scheda: Massimo Quaini