De Cotte, Pierre-Paul

Pierre-Paul De Cotte
N.
M. Parma 1770

Relazioni di parentela: è probabilmente originario di una famiglia di Pezenas nella Linguadoca, aggregata alla nobiltà tra il XVII e il XVIII secolo e dedita al mestiere di ingegnere milita­re (Blanchard, 1981). Si può avanzate l'ipotesi che Pierre-Paul, non citato dalla Blanchard, facesse parte di un ramo cadetto della famiglia o fosse comunque imparentato con Bernard Cotte (1661-1714) e Barthélémy-Louis-Marie Dc Cotte (1756-1817), ambedue ingegneri. Né si sa se siano esistiti rapporti di parentela con il più celebre Robert de Cotte, architetto civile.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Ingegnere militare e cartografo

Biografia:
Secondo l' Alizeri era noto ne! popolo con il soprannome di Colonnello Ricotta. La malignità sembra basata su una testimonianza di F.M. Accinelli, il quale accusa di «imperizia» e «scipitaggine>>Monsieur Decotté-[sic] «detto per ischcrzo Monsieur Recotto», aggiungendo che «l'affezione de' Genovesi a' forestieri è sempre stata cagione di rimarchevoli inconvenienti sì al publico che al privato» (Accinelli, 11, p. 25). F. Alizeri riferisce il soprannome ai maso: lavori <> (Alizeri, 1864, p. 93).

Non si conosce né il luogo né la precisa data di nascita (ma intorno all'anno 1714-5 .15). Da un prospetto della Ufficialità dello Stato Maggiore e Capitani del 1764-6 (ASC, Foglietta, 1209) si ricava infatti che era di nazione francese, di anni 50 e con moglie a carico. Lavora per la Repubblica di Genova dal 1745 al 1765 e da questo anno alla morte per il Ducato di Parma. Muore a Parma nel 1770.

Produzione scientifica:
Dopo l'attività svolta fino al 1744 in Germania, dove risulta essere distaccato «dal serviggio di Francia», nel 1745-46 svolge per due mesi una missione a Serravalle Scrivia e poi per dieci mesi in Corsica, nei presidi di Calvi, Aiaccio, Bonifacio e Bastia (ASG, Foglietta, 377 e Senarega, 271).
Rientrato a Genova per le esigenze della guerra in corso, svolge fra il 1746 e il 1748, per conto del Magistrato di Guerra e altre magistrature, diversi incarichi a Savona, Genova, Portofino, la Spezia. Fra questi spiccano le missioni volte «a riconoscere le fortezze tutte della Riviera di Levante e della Riviera di Ponente» fi­no a Nizza, dimostrando sempre «prontezza e zelo indefesso» e meritandosi nel 1749 il titolo di Colonnello (ASG, Foglietta, 383).
Nel 1749 esegue a Savona la demolizione di 126 case del Borgo della marina, la ristrutturazione della Fortezza e la riapertura del porto < Dal 1749 al 1752 dirige a Genova i lavori della grande caserma dello Sperone progettata dal maresciallo Sicre. Nel 17.50 è a Gavi per riparare i danni causati dall'assedio.
Nel 1751 lavora alle fortificazioni del Golfo della Spezia e in particolare alla For­tezza di S. Maria.
Nel 1752 lavora a Sarzana per opere di arginamento del torrente Chiara.
Nel 1753, tenuto conto dell'indisposizione del maresciallo Sicre e della abilità dimostrata nelle < Dal 1757 è nuovamente a Genova dove lavora soprattutto alle fortificazioni pro­gettando e realizzando il forte Diamante in virtù di un finanziamento di L. 50.000 di Giacomo Filippo Durazzo.
Nel 1758 ha modo di criticare l'operato del brigadiere Flobert a proposito del­le fonificazioni del Golfo di Vado (già soggetto a critica da parte di Matteo Vinzoni l'anno precedente). Si riparla anche dei lavori progettati alle fortificazione del Golfo della Spezia, già interrotti per mancanza di fondi. Nello stesso anno si denuncia l'assenza dell'ingegnere alle mostre o riviste che gli ufficiali sono tenuti a fare davanti ai Deputati del magistrato di Veditoria per le paghe delle truppe.
Nel 1760 viene incaricato di lavorare alle fortificazioni di Ovada, dovendo, per ragioni di salute, far cambiare aria alla consorte.
Nei primi mesi del 1761 è in Corsica insieme agli ingegneri Gustavo, Ferretto e Policardi (ASG, Senarega, 289).
Nel 1763 torna a lavorare alla strada per Parma, compiendo ricognizioni sui luoghi e presentando l'anno successivo un Piùlan géographique del tracciato da Fornovo al passo di Cento Croci, e, sempre con la collaborazione dell'ingegnere parmense Boldrini, anche del tracciato fino al mare, con relazioni e memorie conservate nell'Archivio di Stato di Parma (ASP, Strade, 77 /87-89) .
Nel marzo del 1765, dopo aver richiesto il congedo che gli viene concesso «con le consuete onorifiche lettere patenti» (ASG, Senarega, 298), passa al servizio del Ducato di Parma dove lavora fino al 1770, anno della sua morte. Il Benassi osser­va che il C, venne < La sua attività nello Stato parmense è indirizzata soprattutto alla definitiva delineazione della Strada di Genova (o di Centocroci) e alla stima dei terreni da espropriare, in collaborazione con gli ingegneri Regalia, Borell, Bresciani e di G.P. Sardi, assunto nello stesso anno 1765 e impegnato nell'opera di catastazione. Del­l' «apporto della nuova cultura ingegneristica francese filtrata a Parma, col de Corre, attraverso Genova>> (Zermani, 1881 ), rimangono tracce consistenti nell'Ar­chivio di Stato di Parma, in gran pane ancora da studiare.
Come per altri ingegneri liguri (Carbonara, Vinzoni e Brusco) è accertata anche una certa attività professionale, in particolare per la famiglia Durazzo, per la quale risulta aver progettato e diretto la costruzione del palazzo di Cornigliano, come risulta dal Catalogo della Biblioteca di Giacomo Filippo Durazzo in cui compare questa citazione: <> (Archivio Durazzo, Cataloghi, n. 20).
Muore a Bardi l' 11 agosto 1770. Con decreto del 28 agosto viene concessa alla moglie l'annua pensione di lire 3600. NeI ruolo di capo ingegnere gli succede il piacentino Gioseffo Porcelli, perito camerale (Benassi, 1923 e ASP, Strade, busta 1).

Carte e memorie

Nella Raccolta Cartografica dell'Archivio di Stato di Genova si conserva un buon numero dì piante su diversi luoghi della Repubblica e della Corsica in cui si dimostra buon topografo e sulle quali si veda il catalogo della stessa. Particolarmente interessami quelle relative alla progettazione della strada Sestri Levante - Parma. Diverse memorie sulle piazzeforti della Liguria e della Corsica si conservano in diversi fondi dell'ASG.
Nell'Archivio di Staro di Parma carte e memorie si conservano nel fondo Strade, fra cui la Relazione riguardante la Mappa per una strada carregiabile da Fornovo o Sala di Parma fino a Sestri levante di Genova portata a sua Eccel.za il Sig. D. Guglielmo du Tillot, redatta da G.B. Tamburini nel 1764, in cui si motiva la chiamata del de Cotte e si anticipa la sua perlustrazione sul tracciato nell'anno 1763 in virtù di una <> (Strade, 77/87-89). Nel fondo Ponti e Strade esistono co­pie dì varie memorie, per ultima quella di Giacomo Brusco in cui si discutono i progetti per superare sul versante genovese il monte di Ceentocroci dei capitani genovesi Ferretto e Gustavo e dell'ingegnere Porcelli di Parma.


Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
F.M. 1750, ACCINELLl, Compendio delle storie di Genova dalla sua fondazione sino all'anno 1750, Lipsia, 1750, 2 voll.
F. ALZIERI, Notizie dei professori del disegno in Liguria dalla sua fondazione dell'Accademia, I, Genova, Sambolino, 1864.
U. Benassi, Guglielmo Du Tillot. Un ministro riformatore del secoloXVIII. Du Tillot ministro d'Azienda: l'economia, in Archivio Storico delle Province Parmensi, XXIII (1923), pp. 56-73.
A. BLANCHARD, Dictionnaire des Ingenieurs militaries 1691-1791, Montpellier, Imp. Louis Jean, 1981.
F. BONORA, Il palazzo Durazzo Bombrini a Cornigliano, Genova, Sagep, 1991.
L.C. FORTI, Fortificazioni e ingegneri militari in Liguria (1684-1814), Genova, Compagnia dei librai, 1992.
P. PESCARMONA, Note e documenti sul Corpo degli Ingegneri militari a Genova alla metà del Settecento, in <>, II, 1986, pp. 107-115.
M. QUAINI, A proposito di <> e <> nella cartografia genovese del Settecento e in particolare di influenze franco-piemontesi, in Cartografia e istituzioni in età moderna, 2 voll., Genova, Società Ligure di Storia e Patria, 1987, II, pp. 783-802.
M. QUAINI, Levanto nella storia, I, Genova, Compagnia dei Librai -Comune di Levanto, 1988.
L. ROSSI, Lo specchio del Golfo, Sarzana, Agorà, 2003.
P. ZERMANl, Rappresentazione e ingegneria del territorio negli Stati Parmensi sotto i primi Borboni, in <>, 19, 1981, pp. 37-49.

Altro:

Rimandi ad altre schede: Accinelli; Giacomo Brusco; Policardi, Matteo Vinzoni.

Autore della scheda: Massimo Quaini