Zambelli, Carlo

Carlo Zambelli
N. Mozzadella 1658
M. 1708

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica:

Biografia:
Nacque a Mozzadella nel 1658 e morì nel 1708. Nel 1695 si trasferì a Reggio Emilia e in molte occasioni sottolineò la sua provenienza.

Produzione scientifica:
La costruzione di carte corografiche, mappe, cabrei avvenne nel momento nel quale assunse la patente di agrimensore e “perito del pubblico” che aveva ottenuta dal Consiglio Generale nel 1695. Le caratteristiche dei suoi lavori rispecchiano le capacità della scuola dei periti agrimensori, già presente fin dal XVII, che produceva buone rappresentazioni del territorio con tecniche che via via si erano sempre più raffinate. Il modo di arrivare ad apprendere tale attività era quello di fare un periodo di apprendistato sotto un maestro che poteva durare anche qualche anno. Normalmente coloro che si dedicavano a questa attività erano persone che appartenevano a classi sociali non troppo basse. La remunerazione comunque era modestissima per cui dovevano dedicarsi ad altra attività (per es. al sacerdozio o alla vita militare)
Senza dubbio il nostro perito aveva acquisito una buona tecnica avendo una preparazione nella matematica e nella geometria. Nel 1696 cercò di avere lavoro dal comune, offrendo la possibilità di essere pagato nelle festività di Natale e di S. Pietro. Per avere possibilità economiche valide chiese il permesso di aprire una bottega dove “vendere anche pane” e tentò di effettuare speculazioni finanziarie con l’ottenimento delle gabelle dai “rivenderoli”. L’esito però fu molto negativo. Proprio questi tentativi dimostrano che il nostro si trovava nella classica situazione economica dei periti del tempo. Comunque molto importante è il fatto che con Zambelli inizia la prassi di affidare ufficialmente e continuativamente la carica.
La produzione cartografica inizia nel 1697 con la costruzione della pianta di Reggio Emilia,che dedica a Rinaldo d’Este e delle carte delle acque dello stato del ducato di Modena. Questi lavori avrebbero dovuto essere credenziali per farsi strada, ma i tentativi a Modena e Parma non diedero risultati e quindi si rivolse al comune di Reggio Emilia. Inoltre importanti lavori eseguì soprattutto nel reggiano fra il 1702 e il 1707 ed appose il suo nome e la sua qualifica in molte altre opere(1699,1700,1702,1703) fatte per il comune. Tutta la produzione da lui sottoscritta è legata alla costruzione di disegni o di carte eseguite ad inchiostro ed acquarellate.
La sua produttività riguarda un decennio ed è notevole e di alta qualità. Spesso sembra effettuare una ricerca estetica che lo porta a sentire il senso delle composizioni. Di lui si conoscono la pianta di Reggio Emilia del 1697 che appare però come probabile copia di una pianta del 1619 dello Sadeler. Una rappresentazione del 1705 inserita nel cabreo del Monastero benedettino di S. Pietro e Prospero situato nell’Appenino reggiano (territori di Buana, Villaminozza, Nismozza, Collagna) sembra ricalcalcare una mappa del 1677 di Ottavio da Reggio. Una seconda pianta è quella della fortezza di Brescello del 1707 dove sono illustrate le fortificazioni con chiaro intento militare. Come la precedente carta sembra essere stata ripresa da altro originali anche perché chi ha esaminato questo lavoro reputa sia privo di originalità. Nelle corografie del ducato modenese a nord della via Emilia gli elementi fondamentali sono i corsi d’acqua e le risorse idriche, ma questi elaborati sembrano essere ripresi da opere precedenti e quindi non rilevate direttamente dal nostro. Quanto alle esperienze da agrimensore è interessante la rilevazione dei beni della Commenda gerosolimitana di S.Stefano del 1705 eseguita in collaborazione con Marco Montanari.
La sua notevole precisione (dati geometrici riportati con proiezioni ortagonali nella rappresentazione delle carte per le caratteristiche del territorio e vedute tipicamente prospettiche per gli edifici) appare invece nelle mappe prediali dovendo fornire una perfetta idea della proprietà e di tutto ciò che in esse è presente (edifici, acquedotti, scolatori,ecc.). La precisione deriva dal fatto che il perito doveva vedere de visu il territorio, i tipi di colture presenti e le caratteristiche degli edifici La costruzione di questi cabrei era importante perché ancora non vi erano catasti:. Con queste opere estremamente precise egli cercò di aumentare il suo prestigio per invogliare i committenti a servirsi di lui. Data la sua bravura era divenuto un punto di riferimento professionale per tutti i periti reggiani. Ebbe del resto un allievo il Montanari che collaborò nel 1705 con lo Zambelli per la rilevazione dei beni della Commenda gerosolimitana di S.Stefano.
Importante comunque è stato il rapporto con la corte estense destinataria di carte corografiche e del cabreo del Principe Foresto a Rivalta. Comunque la precisione, l’eleganza, l’approfondimento scientifico preludono ai lavori di Banzoli G.A.
Nella terza parte dell’articolo del Bergomi sono elencate le opere dello Zambelli con un brevissimo commento e con l’indicazione del luogo dove attualmente si possono reperire.


Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
BARICCHI W., I periti agrimensori del territorio di Reggio Emilia tra il XV e il XIX secolo, in “Le mappe rurali del territorio di Reggio Emilia” (a cura di W. BARICCHI) , 1985, pag.177-186.
BERGOMI M., Reggio e il territorio reggiano nelle carte del Seicento, in “Reggio Storia”, vol. 19, 1983 con elenco di tutte le opere eseguite dal nostro autore.
DAVOLI Z., Reggio nelle antiche stampe, in Reggio Emilia. Vicende e protagonisti, (a cura di BELLOCCHI U., Bologna, Edison, 1979, pp.193-225.
DAVOLI Z., Vedute e piante di Reggio Emilia nei secoli XVI,XVIII,XVIII, Reggio Emilia, Bizzochi ed., 1980.
NIRONI V., La riforma cinquecentesca delle mura di Reggio, in “Bollettino Storico reggiano”, n.21, 1971.
PICCININI G., Piante e vedute di Reggio nell’Emilia, Reggio Emilia, Libr. Nironi, 1939.
RICCARDI P., Carte e memorie geografiche e topografiche del modenese, in “Atti e Memorie della R. Accademia di Scienze , Lettere ed Arti di Modena” , vol. XX, 1880.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Maria Luisa Scarin


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