Fantastici, Bernardino

Bernardino Fantastici
N. Siena 1750
M. 1815

Relazioni di parentela: Padre di Agostino Fantastici

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Ingegnere

Biografia:

Produzione scientifica:
Le prime attestazioni grafiche della sua produzione cartografica risalgono al 1769, anno in cui realizzò la Raccolta di piante di beni della Comunità di S. Lorenzo a Merse nel Senese (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, nn. 70-78); le mappe riproducono con singolare accuratezza gli alberi rilevati e numerati dall’ingegnere negli appezzamenti prevalentemente coltivati a castagno.La raccolta comprende nove mappe illustranti i beni fondiari contraddistinti dalle specifiche coltivazioni di “polloneti” e “marroneti”, appartenenti alla suddetta comunità (Vichi, 1990, pp. 90-91).
Sempre nel 1769 si occupò del territorio di Montieri e disegnò la Pianta della Confinazione tra le Comunità di Travale e Montieri e delle differenze insorte fra Esse in Luogo d.o Fonte a Pi.lla. 1769 (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 80) (Vichi, 1990, p. 48).
Nel 1770 progettò la sistemazione viaria della comunità di S. Casciano dei Bagni in Val di Paglia, all’interno di un programma più vasto, rivolto preminentemente ad un adeguamento e ad una ristrutturazione della viabilità carrozzabile voluto dal granduca Pietro Leopoldo. Gli interventi viari furono eseguiti in collaborazione con Alessandro Nini, cui spetta il ruolo di collaboratore anche per i due disegni relativi (in ASS, Piante dei Quattro Conservatori, nn. 82 e 89). In particolare realizzò il profilo della Strada che dal Fiume Elvella porta à Sancasciano de’ Bagni, secondo la livellazione fatta il dì 4 maggio 1770, che riguarda il tracciato di collegamento dalla via romana al nucleo termale, mentre il Profilo che della Strada che dà Sancasciano porta ai Bagni indica il tracciato che collega S. Casciano al Palazzo della Commenda Magni.
La collaborazione tra i due ingegneri esplicita con evidenza i rispettivi ruoli svolti nella produzione cartografica, della quale il Nini sembra piuttosto essere stato il rilevatore ufficiale, particolarmente esperto nella tecnica della livellazione, mentre al Fantastici è da attribuire la redazione e restituzione grafica delle carte.
Negli anni compresi tra il 1771 e il 1783 svolse l’attività di docente di Aritmetica presso l’Università di Siena.
Le esperienze condotte durante il periodo in cui rivestì l’incarico di Provveditore di strade della Comunità di Siena ma certamente anche le sue conoscenze nel campo della trigonometria e della prospettiva furono gli elementi essenziali che lo qualificarono particolarmente nell’attività di cartografo. Infatti abbiamo notizia che nel 1775 Bernardino impartì lezioni di prospettiva per gli artisti.
Nel 1771, nel territorio di Sinalunga, ebbe incarichi di risolvere problemi confinari per i quali eseguì la Pianta del Sodo, e dei Terreni adiacenti alla Strada che và alla Chiana per dimostrare le differenze delle comunità d’Asinalunga e Torrita.3 Aprile 1771 (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 94), una carta di estremo pregio nelle tecniche grafiche utilizzate che raffigura il confine marcato dal fiume Foenna a delimitare le due comunità; la carta era allegata alla relazione dell’ingegnere Alessandro Nini trasmessa al Provveditore, che ne chiarisce i particolari (Vichi, 1990, p. 48).
Nel medesimo anno realizzò anche il Disegno Topografico del Territorio delle due Comunità di Boccheggiano, e Montieri, e della Tenuta di Magrignano che costituisce una delle realizzazioni di Fantastici di maggiore interesse, che si distingue sia per le caratteristiche grafiche che per quelle stilistiche: il Disegno infatti si presenta con una redazione grafica di grande pregio ed effetto resa mediante eleganti cartigli con soggetti e figure georgiche. La carta costituisce il risultato di una ricognizione del territorio ordinata dalla Magistratura dei Quattro Conservatori e compiuta dal Fantastici insieme all’Auditore dei Feudi Agostino Martini e a Liborio Lanfredini, ingegnere deputato per parte del Duca Salviati. Le fasi di realizzazione del lavoro cartografico non furono facili, tanto che il Fantastici dichiarò di aver impiegato "la maggior diligenza possibile che permetteva la faccia del luogo, la maggior parte selvatico e macchioso", ma di non essere riuscito a fissare un tratto della linea di demarcazione a causa delle "pretenzioni troppo discordi" (Vichi, 1990, pp. 92-93). Di estremo interesse sono le annotazioni a margine decorate dai suddetti cartigli, nelle quali sono specificate le misure dei beni fondiari dei Salviati. Alcune notizie sulla redazione del Disegno sono riportate nella lettera inviata il 23 luglio 1771dal Fantastici al Provveditore del Magistrato senese dei Conservatori Ansano Landucci (ASS, Quattro Conservatori, f. 1973, Relazioni d’Ingegneri e Capi Maestri dal 1766 al 1773, fasc. 6).
Nel 1773 redasse la pianta Poggibonzi, Radda con lo Stato di Siena. Copia di Pianta, indicante la Linea di Confino tra la Potesteria di Poggibonzi, e la Giurisdizione Civile di Radda con lo Stato di Siena. 1773, con Ferdinando Morozzi, avente il fine di ridefinire i confine tra la giurisdizione dello Stato senese e il dominio fiorentino, in questo caso specifico rappresentato dalla Giurisdizione civile di Radda; l’operazione cartografica fu affidata a Ferdinando Morozzi per quanto riguarda la ricognizione e il rilevamento e al Fantastici per la verifica e il controllo da parte dei Quattro Conservatori (Vichi, 1990, p. 49).
Il Fantastici continuò ad occuparsi di opere di assetto stradale (1773), per le quali costruì le carte relative alla Strada Romana nel tratto del ponte sull'Orcia con Florenzio Razzi, riconducibili all'ispezione compiuta nello stesso anno dal matematico Leonardo Ximenes (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 239).
Negli anni compresi tra il 1769-76 realizzò numerose planimetrie di terreni nel Senese e nel Volterrano, finalizzate essenzialmente a risolvere le controversie confinarie fra enti pubblici, religiosi e privati (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, nn. 79, 80, 83, 85, 88, 90, 92-95, 101, 102, 104, 109, 112 e 222): tali carte sono quasi sempre il risultato di ricognizioni e misurazioni effettuate in loco per conto della Magistratura senese preposta a tali competenze, alcune delle quali furono eseguite in collaborazione con altri cartografi noti e già molto attivi nella redazione di carte di quei medesimi territori, quali Florenzio Razzi, Cosimo Peintinger, Francesco Rigacci, Alessandro Nini, Ferdinando Morozzi; le carte erano spesso corredate da minute e dettagliate relazioni scritte.
Tra queste spicca la Pianta d’una parte del Lecceto della Comunità di Trequanda, nella quale si dimostra il prospetto delle controversie insorte fra la d.a. Comunità e li Nobb.SS.ri Gio.Batta Pannellini e Sigismondo Finetti. 10 Agosto 1773, con Francesco Rigacci (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 222) (Vichi, 1990, p.46).
Nel 1775 Fantastici, in qualità di ingegnere sostituto del Magistrato dei Quattro Conservatori, e Cosimo Peutinger, si occuparono della Riconfinazione fra la Comunità di Volterra e l’Opera di Casole. Settembre 1775 (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 109); Fantastici nella suddetta carta ricalcò i caratteri consueti di rappresentazioni cartografiche per controversie confinarie in cui veniva rimarcato il tratto della “Strada che da Volterra và à Casole”, dividendo i beni dell’Opera di Casole dal “Bosco di Tatti” della comunità di Volterra (Vichi, 1990, p. 42).
Nel 1779 Fantastici ebbe l’incarico di dirigere i lavori d’innalzamento del ponte delle Taverne d’Arbia, progettato da Pietro Ferroni.
Svolse per lungo tempo attività presso la Magistratura dei Quattro Conservatori di Siena. Per tale motivo il vasto patrimonio cartografico da lui prodotto si conserva in questo fondo dell’ASS. Collaborò con Valentino Calosi, Gaetano Razzi, Giulio Nucciotti, Alessandro Nini e altri operatori senesi del tempo.
Intorno al 1780 dall’ente dei Quattro Conservatori fu incaricato di esaminare i comprensori di bonifica del territorio senese.
Tra il 1780 e il 1781, Fantastici si interessò agli importanti interventi di prosciugamento per il Piano di Sinalunga, per i quali elaborò documenti cartografici con relazioni allegate (in ASS, Piante dei Quattro Conservatori, nn. 281, 282 e 284). Questi sei elaborati hanno come oggetto le misurazioni di carattere idrometrico per Pian del Lago; nello specifico sono costituiti dalla Pianta dei Fossi principali del Pian-del-Lago e del Sistema Idrometrico in cui devono ridursi per il costante prosciugamento di quella palude (1781) (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 267), dal Profilo del fosso-Maestro del Pian-del-Lago, dalla soglia dell’Incile del Canale-Sotterraneo, fino alla strada di S.Colomba. 1781 (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 268); dal Profilo del nuovo e vecchio fosso dell’Istia di mezzo e del Fosso dell’Olmarone dalla soglia dell’Incile del Canale-sotterraneo del Pian-del-Lago fino alla Strada di S.Colomba. 1781 (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 269), dal Profilo del Fosso del Ponte […].1781 (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 270), dal Profilo del nuovo Fosso del Casalino per il Prato della Selvarella […], e dal Profilo del Nuovo Fosso del Pantàno dei Giunconi […].1781 (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 272), tutte testimonianze di una tra le più importanti imprese di bonifica della Toscana settecentesca nel territorio senese.
Nel medesimo periodo Fantastici, insieme al matematico Pietro Ferroni, che ne fu il direttore, intervenne nel piano di prosciugamento del territorio palustre di Pian del Lago nei dintorni di Siena, per il quale già a partire dal 1765 e fino al 1780 altri matematici e ingegneri erano già intervenuti, quali Leonardo Ximenes, Francesco Bombicci, Gaetano Conti, Alessandro Nini e Donato Maria Fini, proponendo la realizzazione di un canale sotterraneo funzionante come botte. Nel 1781 Fantastici realizzò carte topografiche del territorio interessato dal suddetto intervento e disegnò mappe idrografiche e i profili di livellazione (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, nn. 267-272).
Sono noti anche alcuni suoi disegni, conservati nella Biblioteca comunale di Siena, che illustrano progetti ed elaborazioni di ristrutturazione di porte urbane della città di Siena, oltre ai più famosi progetti riguardanti il convento di S. Agostino a Siena.
Sono essenzialmente queste ultime elaborazioni che gli richiesero una particolare attenzione alla scala topografica dei luoghi, di cui abbiamo però ancora solo una conoscenza parziale delle testimonianze grafiche.
Nel 1784 fu impegnato nella bonifica del Padule d'Orgia, sempre nelle vicinanze di Siena, realizzando, in collaborazione con l'ingegnere Alessandro Nini, i disegni del bacino idrografico relativo con i profili altimetrici (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, nn. 276-279); tali interventi furono portati a termine mediante l’ausilio di rilievi e misurazioni già effettuati nei primi giorni del maggio dello stesso anno sotto la direzione del matematico Leonardo Ximenes; è poi da ricordare che del medesimo territorio, già nel 1698, l'ingegnere Giovanni Franchi aveva prodotto delle rappresentazioni su commissione granducale.
Nel 1787 presentò un progetto di trasformazione per la casa della Sapienza di Siena (AUS, I, 26) che non venne realizzato.
Tra il 1786 e il 1789 eseguì la ristrutturazione del complesso del Rifugio a Siena proprietà dei Conservatori Femminili Riuniti di Siena, per l’adeguamento dei provvedimenti granducali di annettere il soppresso convento di Monna Agnese al Refugio.
Nel 1789 divenne provveditore di strade della Comunità di Siena e, nello stesso anno, compilò il Campione della Comunità di Siena, Campione di tutte le fabbriche, strade, piazze, fonti, acquedotti, canali e cloache pubbliche appartenenti alla Comunità di Siena. Tale campione risulta però composto secondo una redazione solamente descrittiva e privo di rappresentazioni cartografiche allegate.
Nel 1796 produsse la raccolta di piante dei beni della Commenda di Padronato Petrucci dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano in una sorta di atlante riconducibile, per le sue caratteristiche, a un cabreo, costituita da otto planimetrie di appezzamenti, composti da poderi con edifici padronali e da lavoratore, posti nella campagna senese presso Asciano, conservate presso l’ASP (Archivio dell'Ordine di S. Stefano, Ruoli, bilanci, cause di commende ed altro, n. 4532), realizzata in collaborazione con l'ingegnere Giuseppe Palchetti, anche se al Fantastici è da attribuire la parte più consistente delle campagne di rilevamento e della redazione delle mappe e dei prospetti, molti dei quali di ottima esecuzione e di grande pregio stilistico nel disegno.
Nel 1795 gli eredi Petrucci incaricarono gli ingegneri Fantastici e Palchetti di effettuare una ricognizione e descrizione grafica della Tenuta di Monselvoli. Delle otto rappresentazioni cartografiche, comprendenti soprattutto vedute del patrimonio edilizio signorile e rurale della tenuta, solo l’ottava, denominata Pianta di una parte della Villa di Monselvoli nella fronte adiacente al fiume Arbia. N.VIII, reca la firma di Bernardino Fantastici. Essa rappresenta la vasta area poderale lungo il fiume Arbia e i confini con i beni dei Piccolomini e di altre proprietà. Con grande efficacia gli appezzamenti sono rappresentati in giallo e quotati accuratamente (Barsanti, 1991, pp. 209-212).

Produzione di cartografia manoscritta:
Senesi=mm 187 per le altezze, scala di Canne 20 Senesi di Braccia 4 l’una=cm 117 per le lunghezze, cm 69x46,5, penna e acquerello su carta (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 271);
Profilo del Nuovo Fosso del Pantàno dei Giunconi fino al più basso fondo presso i Bottini Tancredi. 1781, scala di 30 braccia senesi=mm 189 per le altezze, scala di 40 tavole senesi di braccia 6 l’una=mm 206 per le lunghezze, cm 140x45, penna e acquerello su carta (ASS, Piante dei Quattro Conservatori, n. 272);
Planimetrie di appezzamenti, poderi con edifici padronali e da lavoratori, posti nella campagna senese presso Asciano, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato Petrucci dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, 20 dicembre 1796 [8 disegni raccolti in atlante], in collaborazione con l'ingegnere Giuseppe Palchetti (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 4532);
Disegni con ipotesi di ristrutturazione di alcune porte della città di Siena e progetti per il convento di S. Agostino a Siena, 1800-1801 (BCS, Coll.E. I°, I).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Vichi, 1990, pp. 42, 46, 48-49, 68-70, 74-77, 90-96, 100-102, 106-107 e 120-122; Vichi, 1983 e 1984; Romagnoli, 1840; Romagnoli, 1976, ff. 556r, 631 e 634v; Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, II, 1970, p. 396, III, 1974, pp. 341, 366, 384, 399 e 611; Cagliaritano, 1971, p. 279; Barsanti, 1991, pp. 209-212; Cresti, a cura di, 1992; Borgogni, 1994, p. 623; Mazzoni, 2003; ASS, Piante dei Quattro Conservatori; AUS, Indici, anno 1826; BCS, Archivio Storico del Comune, Rete idrica D. 59; BCS, Coll.E. I°, I; Relazione sopra lo stato delle fabbriche dei tre Conservatori Riuniti del Refugio, di S. Monaca e delle Abbandonate con i progetti ideati per la Convenienza del Conservatorio e per comodo della decorosa educazione delle fanciulle nobili, 1786 (Archivio dei Conservatori Femminili); Campione della Comunità di Siena, Campione di tutte le fabbriche, strade, piazze, fonti, acquedotti, canali e cloache pubbliche appartenenti alla Comunità di Siena, 1789; ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Giancarlo Macchi