Bassignani, Giovanni

Giovanni Bassignani
N. Brescia 1653
M. Chiavari 1717

Relazioni di parentela: La famiglia, originaria di Bagnone (Lunigiana), non sembra avere svolto negli ascendenti mestieri affini a quello esercitato dal Nostro che non risulta aver avuto continuatori in famiglia. Lo prova anche il fatto che Matteo Vinzoni, che ne fu al­lievo, conservava nel suo archivio familiare alcune carte e documenti del maestro (fatto confermato anche da G.C. Ratti).

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica:

Biografia:
La sua attività prosegue con visite e lavori in altre piazze della Terra ferma e so­prattutto nelle operazioni militari dell'Oltremare, dove il B. si segnala soprattutto in Morea negli assedi di Corone, Modone, Napoli di Romania e Negroponte. In questo «infelice assedio», nel 1689, «restò da colpo di spingarda gravemente ferto nella testa, onde caduto a terra e smarriti i sensi fu tenuto per morto». Miraco­losamente guarito, «faceva sempre una specie d'orrore, qualunque volta discopri­va la parte superiore della fronte vicino al polso destro, ove gli si vedeva una buca tutta intorta e più d'un dito profonda» (Soprani-Ratti, 1769).
«Sazio di una vita sì aspra ed esposta a' primi pericoli» matura l'idea di ritirarsi, ma «troppo avendo di lui bisogno l'armata, perciocché di quattro Ingegneri, che in quel­la servivano, egli solo era rimasto vivo, benché malconcio e debole, onde il portavano in una sedia a vedere i lavori», dovette rimanere in servizio fino al 1692 (e non 1693 come dice il Ratti). La morte del Generale e Doge Morisini, suo grande protettore, lo spinse a chiedere ed ottenere, sia pure «malvolentieri», il sospirato congedo. Rientrato a Venezia e mortagli la moglie «risolvette d'andare a starsi col suo vec­chio padre, che d'alcuni anni s'era ritirato in Sarzana [ ... ]. Quivi egli stimò suo dovere il presentarsi al Signor Commissario di questa città, che cortesemente ac­coltolo, conobbe il buon fondamento di lui nella profession d'Ingegnere [., .] e diede tosto ragguaglio a Genova». Invitato a presentarsi davanti al Senato, il Bas­signani «con qualche suo bellissimo disegno diede tal saggio di se che fu tantosto ammesso al servizio. Vent'anni durovvi; e molto contento, perché fuori d'ogni di­sturbo di guerra. In questo tempo prese di nuovo moglie, che fu una signora di Chiavari della famiglia Varese» (Soprani-Ratti, 1769).
La documentazione d'archivio rettifica e completa queste notizie, sia anticipando al 1692 il suo arrivo in Liguria, sia aggiungendo che dopo quattro mesi di prova venne assoldato per cinque anni e che alla scadenza, nel 1697, l'incarico gli venne ulteriormente prorogato con queste motivazioni espresse dal Magistrato di Guer­ra:«[ ... ] restando il Magistrato pienamente soddisfatto del detto Basignani e della sua capacità e maniera di operare qui, ma anche per le notizie che ha della peritia e forma con cui si è diportato et ha servito altrove e considerando il vantaggio che vi è se si offerisse il bisogno di bavere persona già pratica del paese e della situa­zione de' posti e che essendo egli nativo di Pontremoli et accasatosi in questo do­minio pare si possa vivere con sicurezza della sua fedeltà [. .. ]» (ASG, Foglietta, 1136). Quanto alla designazione di Pontremoli come luogo di nascita è probabile che con tale indicazione si volesse indicare il capoluogo della Lunigiana alla quale apparteneva anche Bagnone.
L'attività al servizio della Repubblica cesserà solo con la morte e si esercitò in mol­te e diverse «commissioni che effettuò con universale soddisfazione» soprattutto nel campo della fortificazione delle principali piazze (Genova, La Spezia, Savona) ma anche nel campo dell'architettura civile per strade, porti, regolazione di fiumi (compreso il progetto del celebre ponte di Carignano, poi realizzato dal de Lan­glade). Per cui anche oggi si può confermare il giudizio già dato (Quaini, 1884): «la storia dell'ingegneria e della cartografia di questo periodo si identifica in larga misura con la sua persona e con quella dei suoi aiutanti» fra i quali si devono an­noverare sia Gherardo de Langlade, sia Matteo Vinzoni, il quale del Bassignani e del de Langlade fu allievo nella scuola da costoro istituita nel 1714. A merito del Bassignani va anche riconosciuto l'aver introdotto al servizio della Repubblica il de Langlade «capitato in Genova fuggiasco per cagion di sinistro occorsogli» e di­ventato suo aiutante. Insieme operarono nel 1713 sia alla demolizione del «famoso castello Gavone» di Finale sia alla misurazione e minuta descrizione dei «borghi, villaggi e confini di quel Marchesato» che successivamente portò alla costruzione della grande carta del Marchesato e Langhe del Finale ad opera di G. de Langlade e di L. Gaetano Tallone (ASG, Raccolta cartografica, 273).
Il Bassignani aveva l'esperienza e le conoscenze necessarie per dirigere una scuola che accanto allo studio teorico ebbe come palestra soprattutto il contesto savonese, dove oltre ai lavori per la fortezza si dedicò ai problemi del porto, del torrente Lava­gnola e delle strade. Secondo la testimonianza raccolta dal Ratti «possedeva cinque lingue, cioè la francese, la tedesca, la greca popolaresca e la latina, oltre alla sua nati­va italiana» delle quali si valeva per «parlare con istranieri o legger libri in alcune di quelle». In conclusione «insegnò a parecchi la professione: ma chi in essa gli ha fat­to distintissimo onore è stato il poc'anzi defunto Brigadiere Matteo Vinzoni, che non cessava di predicar le lodi di questo suo insigne Maestro, di cui varj disegni, tratta­telli ed instrumenti matematici ereditò» (Soprani-Ratti, p. 355). L'Alizeri, a sua volta, definisce il Vinzoni «creatura del Bassignani e buon seguace di tal maestro». Anche se è vero che Matteo Vinzoni non poté valersi di tale magistero a lungo, vi­sto che il Bassignani ottenuto il congedo all'inizio del 1716 si ritira a Chiavari, dove muore l'anno seguente, onorato con «solennissime esequie» e seppellito nella chie­sa di Nostra Signora dell'Orto, «in particolare avello al lato sinistro della porta maggiore col semplice nome: Ioannes Bassignani H.S.E.» (Soprani-Ratti, p. 354).

Produzione scientifica:
Quanto alla produzione cartografica, oltre alle indicazioni appena date, si può ri­petere il giudizio dell' Alizeri: «mi compiacqui a vederne i disegni, che son molti ed intatti nel nostro Archivio, e con tanto garbo e diligenza eseguiti, che non più farebbe l'intaglio a delinearli e buon colorista a disporvi le tinte. Riguardano tutti alle opere di Savona e di Vado, notate anche dal Ratti per principali tra le fatiche del Bassignani» (Alizeri, 1867, pp. 36-7). Anche se meno intatti di allora, tali dise­gni si possono ancora ammirare e sono descritti, insieme a qualche altro, nel Cata­logo della Raccolta Cartografica, con l'eccezione di un atlante del 1708, «ove son pur descritte le opere savonesi e con eguale dottrina se non con eguale avvenenza di tipi» rispetto a altro atlante di Benedetto Guerrini (questo ancora conservato in ASG, Raccolta Cartografica, 1034-41 - Savona 48).

Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia studi:
F. ALIZERI, Notizie dei professori del disegno in Liguria dalla fondazione dell'Acca­demia, I, Genova, Sambolino, 1864.
T.O. DE NEGRI, Matteo Vinzoni e l'atlante storico del Genovesato, in <>. XIII, 1971, 4, pp. 17-27.
L.C. FORTI, Fortificazioni e ingegneri militari in Liguria (1684-1814), Genova, Com­pagnia dei Librai, 1992, pp. 53-64.
M. QUAINI, Per la storia della cartografia a Genova e in Liguria. Formazione e ruolo degli ingegneri-geografi nella vita della Repubblicai, in «Atti Società Ligure di Storia Patria», N.S. XXIV, 1984, 1, pp. 219-266.
M. QUAINI, Carte e cartografi a Savona: l'immagine di una città e del suo territorio, in ID. (a cura di), Carte e cartografi in Liguria, Genova, Sagep, 1986, pp. 171-81.
M. QUAINI, A proposito di «scuole» e «influssi» nella cartografia genovese del Sette­cento e in particolare di influenze franco-piemontesi, in Cartografia e istituzioni in età moderna, II, Genova, Società Ligure di Storia Patria, 1987, pp. 783-802.
G. ROSSINI, Le fortificazioni genovesi a Vado dal XVI sec.: un capitolo di architettu­ra militare, in «Atti e Memorie della Società Savonese di Storia Patria», N.S. XIV, 1980, pp. 107-139.
R. SOPRANI - C.G. RATTI, Le vite de' Pittori; Scultori ed Architetti genovesi ... , 2 voli., Genova, Casamara, 1768-1769, I, pp. 349-355.

Altro:

Rimandi ad altre schede: Tallone; Matteo Vinzoni

Autore della scheda: Massimo Quaini


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